Berlusconi: “Stampa criminale e abietta”. Delinquente e schifosa la stampa registra

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 Novembre 2010 14:30 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 20:26

La cosa fantastica, a suo modo meravigliosa, è che tutto avviene in conferenza stampa. Berlusconi chiama e convoca la stampa, quella ci va e lui dice alla stampa: “criminale, ingenua e abietta”. Cioè il capo di un governo ci va apposta a dirglielo in faccia, mica gli scappa in un comizio. Ai giornalisti in carne e ossa Berlusconi dice che sono stupidi, delinquenti e fanno schifo, questa è la traduzione letterale e fedele della triade presidenziale “ingenui, criminali e abietti”. E la stampa in conferenza stampa che fa? Registra tranquilla, non è mica la prima volta e poi che sarà mai. La cosa fantastica, a suo modo meravigliosa, è che la politica, lo Stato, la stampa, la pubblica opinione, la gente, insomma tutti si sono abituati e considerano tutto sommato routine un capo del governo che dà del delinquenti e schifosi ai giornali (quando è di buon umore si limita solo all’invito alla nazione a boicottarli). E i giornalisti si considerano normali quando riportano e catalogano il tutto come dichiarazioni del premier. Magari si avvicinano con un microfono o un taccuino per averla in esclusiva la replica del “criminali, ingenui e abietti”.

Cosa ha fatto la stampa di ingenuo, criminale e abietto secondo Berlusconi che non è uno che passa lì per caso ma è il capo del governo? Hanno scritto e detto che a L’Aquila dopo il terremoto la ricostruzione vera e propria non è ancora iniziata. Peggio, qualcuno è andato, con intento chiaramente criminale (non sarà associazione a delinquere visto che sono più d’uno?) a cercare qualche appalto di favore o qualche spreco di denaro pubblico. Peggio ancora, la stampa ha scritto e detto che le tonnellate di rifiuti a Napoli e in Campania sono ancora per strada. Peggio che mai, in maniera “abietta”, la stampa ha insinuato che chi governa il paese sia in qualche modo responsabile. Un autentico schifo.

Ora mettiamo che Berlusconi dica il vero e che tutta, quasi tutta, la stampa menta perché stupida, delinquente e schifosa. Se è così in un paese normale (aggettivo quasi scandaloso da usare) il premier indica alla magistratura i “crimini” denunciati in conferenza stampa. E i direttori dei giornali passano guai giudiziari. Ma da noi non succede, forse anche perché, come ha detto più volte il premier, anche nella magistratura opera una “associazione a delinquere” contro di lui.

Se invece sono la stampa, i giornali, insomma l’informazione a dire più o meno il vero, allora un premier che dice che la stampa è schifosa, stupida e criminale passa un guaio politico. La pubblica opinione non glielo perdona perché nei paesi normali un premier tutto può fare tranne che minacciare e spargere sterco sulla stampa. Infatti nei paesi normali i cittadini elettori, comunque la pensino e votino, considerano la stampa una cosa “loro”, una cosa che sta dalla loro parte, una loro garanzia, un loro bene. La stampa tutta, sia quella che leggono sia quella che non leggono, sia quella di destra che quella di sinistra. Alle “elementari”, anzi all’asilo della democrazia  insegnano che se si comincia a dare del “criminale e abietto” a “certa” stampa poi inevitabilmente si finisce a dire che la stampa va messa in condizione di non nuocere il potere, e a regolarsi di conseguenza. Ma in Italia le “asticelle” che si apprendono all’asilo della democrazia appaiono faticose e astratte esercitazioni accademiche. Qualche sera fa il premier ha gridato in tv al giornalista Rai: “Mistificatori”. A Napoli è andato a dire: “Criminali, abietti”. Quando dirà che questi delinquenti schifosi meritano di essere puniti, la stampa la registrerà come “una dichiarazione del premier”?