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Da Berlusconi una taglia sulla testa di chi spiffera ai giornali. Ma non erano tutte “dichiarazioni inventate”?

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Una taglia sulla testa di chi ha il vizietto di parlare troppo con gli odiati giornalisti. Questa l’ultima idea di Silvio Berlusconi per fermare le continue fughe di dichiarazioni private del presidente del Consiglio ai suoi “fedelissimi”.

Lo scrive il quotidiano Libero che parla di una ricompensa da sogno: tre bei milioncini di euro di premio a chi sia in grado di dare informazioni sull’identità dei collaboratori dalla lingua lunga che spifferano i contenuti delle conversazioni private di Palazzo Grazioli. Altri cinque a chi, invece, smaschererà i responsabili delle fughe di notizie da Palazzo Chigi. Ricompense, precisa il quotidiano di Belpietro, riservate solo a ministri ed esponenti del Pdl.

Nella logica di Berlusconi, quindi, c’è l’idea che tutto abbia un prezzo. Con un compenso adeguato, quindi, si può pensare di “tradire” un amico o un collega di partito dalla lingua troppo lunga.

Eppure, nel ragionamento del premier, c’è una piccolissima contraddizione. Ogni mattina, il tempo di sfogliare i quotidiani, da Palazzo Chigi arriva il comunicato del governo che grida alle “dichiarazioni inventate attribuite al premier, anche oggi riportate sui giornali”. E’ successo, solo per fare un esempio, sia mercoledì 14 sia giovedì 15 luglio.

Ma se queste dichiarazioni sono completamente inventate, come dice il premier, che bisogno c’è di buttare dalla finestra 8 milioni di euro?. Il sospetto, quasi la certezza, è che le frasi al vetriolo sui vari Fini e Bocchino siano quasi sempre vere. Off the record, ma vere. E quindi vanno fermate. Berlusconi ha trovato un altro nemico interno.

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