Tarantini al telefono con Berlusconi: “Com’è andata ieri notte?”

Pubblicato il 7 Settembre 2011 8:55 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2011 8:55

BARI – “Allora com’è andata ieri notte?”: ci sarebbe questa frase, almeno secondo quanto scrive Francesco Viviano su Repubblica, in un colloquio telefonico tra Silvio Berlusconi e Giampaolo Tarantini, con l’imprenditore barese che avrebbe appunto chiesto al premier come fosse andata la nottata. Nella trentina di conversazioni in via di deposito giudizi sulle “specialità” delle ospiti dei festini, secondo le indiscrezioni, Berlusconi e Tarantini parlerebbero di sesso e soldi.

Al centro di queste conversazioni, riporta Viviano, sempre sesso e soldi, soldi dati da Tarantini alle escort e alle signore che portava a Palazzo Grazioli a Roma come ospiti del presidente del Consiglio, ma anche “regali” come capi d’abbigliamento e gioielli griffati. Questi ultimi venivano consegnati da Berlusconi alle “amiche” reclutate da Tarantini, il quale è indagato insieme a un’altra quindicina di persone per associazione a delinquere, favoreggiamento della prostituzione e corruzione.

Tutte queste conversazioni saranno rese note con il deposito delle conclusioni delle indagini da parte della Procura di Bari. “E quando saranno rese note – dice più volte Tarantini al suo “amico” Valter Lavitola ancora latitante in Sud America – succederà il terremoto”.

Tarantini e Berlusconi parlerebbero anche delle prossime “amiche” che potrebbero recarsi a Palazzo Grazioli per essere coinvolte nelle feste sexy rivelate da Patrizia D’Addario. Berlusconi chiede per esempio a Tarantini quali sono le “specialità” e le “qualità” delle donne che l’imprenditore pugliese propone.

A questo punto Repubblica riporta uno stralcio di conversazione tre Tarantini e Lavitola, in cui i due si preoccupano di cosa accadrebbe se quelle intercettazioni venissero in possesso dei giornali. “Quello che potrebbe essere pericoloso e potrebbe uscire che tu gli dici a lui (Berlusconi), “senti mi devi dare 10 mila euro perché dobbiamo pagare quelle puttane”, dice Lavitola a Tarantini, aggiungendo: “Se poi uscisse questo, ti dimostra solo che lui (Berlusconi) ha mentito, che quelle lì erano puttane e lui lo sapeva… e questo non è reato”.

Tarantini concorda – annotano i pm napoletani nell’ordinanza di custodia cautelare – e rassicura Lavitola: ” “Ci sono delle telefonate tra me e le ragazze in cui loro mi dicono che lui (Berlusconi) il giorno prima gli ha dato dei soldi”. Lavitola non capisce e Tarantini ripete: “Ci sono delle telefonate tra me e le ragazze, nelle quali dicono che hanno ricevuto i soldi da lui”. A quel punto Lavitola suggerisce a Tarantini che, nel caso in cui gli contestassero quelle telefonate, “tu devi dire che non c’è un cazzo e che le uniche cose che ci possono essere, che è la verità, c’erano dei discorsi in cui dicevate “ah, mi sono fatto così, colì”…”.