Berlusconi tiene, Monti crolla, Bersani vince quasi da solo

Pubblicato il 25 Febbraio 2013 15:38 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2013 15:42
Berlusconi tiene botta, Monti crolla, Bersani vince da solo, Ingroia comparsa

Berlusconi tiene botta, Monti crolla, Bersani vince da solo, Ingroia comparsa (foto Ansa)

ROMA – Berlusconi tiene, Monti crolla, Bersani canta e porta la croce vincendo praticamente da solo. Poi ci sono i flop di Ingroia e Giannino, comparse che in Parlamento non metteranno piede. Infine il “coitus interruptus” di Grillo, che rischia di fermarsi a pochi decimali dal 20%.

La tenuta della destra. Nessuno se l’aspettava un risultato di queste proporzioni. Il Pdl, secondo i primissimi dati,  oscillerebbe tra il 21 e il 23%, la Lega terrebbe attorno a quota 5. Gli altri, tra Fratelli d’Italia, La Destra & co, garantirebbero un altro 3-4%. E tutti insieme fanno 30%. Risultato comunque insperabile solo a guardare i sondaggi di due mesi fa.

Per una destra “vecchia” che tiene, c’è una forza di “centro” che non si afferma, anzi scompare. Sempre secondo i primi dati ci sarebbe il crollo di Monti e dei suoi alleati: Scelta civica si fermerebbe tra il 6 e l’8%, l’Udc scomparsa, ridotta a un micropartito tra l’1 e il 2%, Fli inesistente, roba di decimali sotto l’1%. Risultato sotto il 10% per una una proposta rivolta ad un elettorato che si è dimostrato inesistente. Il minimo era raggiungere il 12, la speranza era il 15. Alla fine, stando ai primi numeri, aveva Berlusconi a parlare di “leaderino” e di “centrino”.

Poi c’è chi le elezioni le vince. Ed è una vittoria targata Pd perché è il partito di Bersani che canta e porta la croce, con il 31-33%, Gli altri sono poca roba. Vendola si ferma tra il 2 e il 4%. Tabacci & co aggiungono l’1%. Ma i numeri non mentono: se il centrosinistra potrà governare sarà grazie al Pd, che da solo vale più del 30%, e gli altri sono poco più che accessori.

Quindi il flop di Ingroia. Che si ferma tra il 2 e il 3%. Flop di una proposta schiacciata tra il “voto utile” per il Pd e il “voto di protesta” per Grillo. L’ex magistrato non trova posto in Parlamento come non lo trova l’altro ex magistrato Antonio Di Pietro, leader di un partito, l’Idv, scomparso e dissolto come è scomparsa Rifondazione Comunista. Insomma, la cosiddetta sinistra radicale resta fuori dal Parlamento per due volte di fila.

Poi c’è il flop annunciato di Fare per fermare il declino all’1%. Flop accelerato da master inventato.  E infine il “coitus interruptus” elettorale di Grillo: grande risultato, grande gioia, grande risultato politico ma quota 20% rischia di non essere varcata. Rimbomba la grandissima protesta ma non suona il “tutti a casa”.