Berlusconi: “Nessuno nell’Ue può darci lezioni”

Pubblicato il 24 ottobre 2011 18:30 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2011 20:09

ROMA, 24 OTT – “Nessuno nell’Unione europea può dare lezioni ai partner. Nessuno può autonominarsi commissario0 e parlare a nome dei governi eletti e di popoli europei”: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risponde indirettamente così ai sorrisi imbarazzanti di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy alla conferenza stampa di Bruxelles.

“Nessuno ha da temere dalla terza economia dell’Unione europea. Siamo uno dei Paesi fondatori, abbiamo cara la cooperazione sovranazionale”, ha detto Berlusconi.

”Faremo il pareggio di bilancio nel 2013 e nessuno ha alcunche’ da temere dalla terza economia europea, e da questo straordinario paese fondatore che tiene cara la cooperazione sovranazionale almeno quanto la sua orgogliosa indipendenza”. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una dichiarazione.

”L’insieme della classe dirigente italiana, se vuol essere considerata tale, invece che un coro di demagoghi, dovrebbe unirsi nello sforzo dello sviluppo e delle necessarie riforme strutturali sulle quali il governo ha preso e sta per prendere nuove decisioni di grande importanza”.

”Sarebbe un bene se l’Italia dei partiti e delle fazioni si scrollasse di dosso le vecchie abitudini negative, e per una volta si mettesse a ragionare in sintonia con il Paese reale abbandonando il pessimismo e il catastrofismo”.

”L’insieme della classe dirigente italiana, se vuol essere considerata tale, invece che un coro di demagoghi, dovrebbe unirsi nello sforzo dello sviluppo e delle necessarie riforme strutturali sulle quali il governo ha preso e sta per prendere nuove decisioni di grande importanza”.

”L’Italia del lavoro e dell’impresa – sottolinea – sa come stanno le cose, vuole un deciso impulso alla libertà e alla concorrenza, e non partecipa a giochi di potere, interni ed europei. Sarebbe un bene se l’Italia dei partiti e delle fazioni si scrollasse di dosso le vecchie abitudini negative, e per una volta si mettesse a ragionare in sintonia con il paese reale abbandonando il pessimismo e il catastrofismo. Da qui possono partire il risanamento e la ripresa”.

”Quanto alle turbolenze da debito sovrano e da crisi del sistema bancario, in particolare franco-tedesco, abbiamo posizioni ferme”: l’euro e’ ”l’unica moneta che non abbia alle spalle prestatore di ultima istanza” che difenda la ”sua credibilita’ di fronte all’aggressivita’ dei mercati”.