Berlusconi-Vespa, Brunetta-Gabanelli: due domande su politica e tv

Pubblicato il 7 Marzo 2012 13:15 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2012 13:27
berlusconi a porta a porta

Berlusconi a Porta a Porta (foto LaPresse)

ROMA – Due domande su politica e informazione, deontologia nel servizio pubblico e dignità dell’uomo pubblico. Protagonisti Renato Brunetta e Milena Gabanelli, Bruno Vespa e Silvio Berlusconi, comparse Angelino Alfano e Maurizio Sacconi, cameo di Pierluigi Bersani. Due questioni si impongono all’opinione pubblica, almeno a giudicare dall’edizione online del Corriere della Sera di mezzogiorno del 7 marzo: apertura e seconda notizia sono dedicate al forfait di Silvio Berlusconi a Porta a Porta (colpa del par condicio, dice Vespa) e dalla polemica tra l’ex ministro Renato Brunetta contro la famosa conduttrice di Report per un’intervista registrata a sua insaputa.

La prima domanda la pone Brunetta, la seconda, più modestamente, la poniamo noi.  Pur non essendo più ministro, ed essendo passata un’era geologica nel frattempo, concediamo la priorità a Brunetta. Questo il suo interrogativo, diramato a tutte le agenzie di stampa, casomai: “È lecito, legalmente e deontologicamente, che un giornalista del servizio pubblico chiami al cellulare una persona, per giunta un parlamentare, e registri la telefonata senza avvertirlo, senza chiedergli l’autorizzazione? È questa la correttezza nell’acquisizione delle informazioni cui ogni buon giornalista dovrebbe attenersi?”.

Sospendiamo la risposta, pur facendo informazione. L’onere spetta alla Gabanelli, chiamata in causa insieme al collega Iovene. La giornalista invita il pubblico a visionare l’intervista per poter giudicare della correttezza deontologica. Per lei non c’è alcuna trappola. In televisione, per motivi tecnici, usa così, poi lascia intendere che Brunetta si appella alla deontologia per svicolare il tema dell’intervista: perché insieme a Sacconi ha fatto una crociata per innalzare l’età pensionabile e poi riceve un assegno previdenziale a 59 anni?

Riguardo all’affaire Vespa-Berlusconi, ci viene spontanea una domanda, con breve premessa. Se Bruno Vespa pensa che, invitando Berlusconi per un confronto con Bersani, viola la disposizione per l’equilibrio tra figure equivalenti, essendo attualmente Alfano segretario come il succitato Bersani, ma allora perché ha alzato il telefono per invitare Silvio Berlusconi a Porta a Porta?