Pd, Bersani: “Unità per garantire un ‘governo di stabilità'”

Pubblicato il 30 Novembre 2010 21:14 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 22:03

Pier Luigi Bersani

Dinanzi alle difficoltà dell’economia e della finanza pubblica, con il nuovo record dello spread tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi, il Pd deve mostrare di essere ”affidabile” agli occhi del mondo produttivo che ormai ha abbandonato Berlusconi; insomma, deve dare garanzie sulla tenuta di un eventuale governo di transizione che assicuri ”stabilità” al Paese e ai conti pubblici; per questo, tutte le componenti interne devono dare ”prova visibile di responsabilità e unità”.

Questo l’appello lanciato dall’intera segreteria del Pd e non solo da Pier Luigi Bersani, dopo che domenica scorsa le interviste di Massimo D’Alema e Nicola Latorre erano apparse come un indebolimento dello stesso segretario. Che ci sia tensione lo dimostra l’aspra critica a Latorre apparsa sul sito di AreaDem, la componente di Dario Franceschini, che ha bollato come ”intempestiva” la proposta del senatore D’Alema di ”rifondare” il Pd assieme a Vendola. Ulteriori tensioni ha creato un articolo di ”Repubblica” che parlava di un nascente ”asse D’Alema-Veltroni”, smentito dagli interessati. Walter Verini, vicino all’ex sindaco di Roma, ha anzi sottolineato le ”rilevanti differenze politiche” tra i due.

Beppe Fioroni, fondatore assieme a Veltroni e Paolo Gentiloni di Movimento democratico, pur smentendo, ha sottolineato che ”finalmente c’è una fetta della maggioranza del Pd, come D’Alema ed Enrico Letta, che si pone il tema di non regalare l’Italia a Berlusconi”.

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”Sento un sacco di chiacchiere che mi entrano da un orecchio e mi escono dall’altro”, ha detto irritato Bersani a Montecitorio prima di riunire la segreteria. Dopo e’ arrivata la risposta. Oggi, in una riunione della segreteria, a cui hanno preso parte anche i 20 segretari regionali, si è parlato della situazione dell’economia reale e della finanza pubblica, dopo i dati Istat sulla disoccupazione e quelli della Commissione Ue che prevede la crescita del debito nel 2011 addirittura al 120%, e l’odierno nuovo record dello spread tra Btp e Bund.

Bersani ha pure detto di aver chiesto informazioni al ministro Tremonti, ricevendo rassicurazioni. Sta di fatto, ha detto il segretario, che questo governo assicura solo instabilita’, addirittura con la prospettiva di andare avanti con un esecutivo di minoranza. Insomma, ha aggiunto, ”siamo noi a dover garantire la stabilita”’. Il che implica garantire al mondo dell’economia e del lavoro che il Pd e’ in grado di farsi carico delle difficolta’ di un ”governo di stabilità”.

Al termine della riunione è stato pubblicato un solenne comunicato ufficiale in cui si chiede al governo di dimettersi, per l’incapacita’ di fronteggiare la crisi; e su questo si preannuncia una ”battaglia” a partire dalla manifestazione dell’11 dicembre. E poi l’appello interno, con l’invito a ”tutti democratici, in primo luogo i gruppi dirigenti nazionali e locali”, di ”dare prova visibile di responsabilita’ e unita”’. Per dimostrare che vuole occuparsi solo di problemi concreti, Bersani domani mattina incontrera’ gli imprenditori e i lavoratori dell’edilizia che manifesteranno davanti a Montecitorio. E lo fara’ accompagnato da Dario Franceschini.