Bersani: “Non vorrei che dopo Berlusconi arrivasse Chavez”

Pubblicato il 6 luglio 2010 13:46 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2010 14:10

Pier Luigi Bersani

”Non vorrei che dopo Berlusconi arrivasse Chavez. Bisogna ripristinare i concetti basici della democrazia parlamentare che non può andare avanti a fiduce, decreti e telefonate ‘riparatrici’. O il parlamento riprende il suo ruolo o non c’è libertà per nessuno”.

E’ il pericolo ventilato dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani che, intervenendo ad un convegno sul welfare, torna a attaccare la decisione del governo di blindare la manovra. Bersani se la prende con il ”conformismo” delle classi dirigenti e con la telefonata di ieri tra il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ed il premier Silvio Berlusconi.

”Oggi l’Avvenire si chiede – spiega il leader Pd – dove sono i soldi per i disabili dopo che si danno i soldi alle imprese. E’ un buon titolo. La situazione sta degenerando e stiamo al rito della telefonata”. Per Bersani, ”è da due anni che la tecnica è: ‘ti do una botta, se mi dici subito bravo te la tolgo altrimenti rischi un’altra botta’…Questo giochino si fa con i potenti che orientano i giornali, hanno potere economico mentre chi è senza voce deve stare zitto”.

Il segretario del Pd lancia un avvertimento alle classi dirigenti: ”Attenzione, la classe dirigente è tale se non è una corporazione che pensa solo ai suoi problemi”.