Bersani: “Lista Monti? Non è un bene. Berlusconi premier? Impossibile”

Pubblicato il 8 Gennaio 2013 9:36 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2013 9:36

Pierluigi Bersani

ROMA – “Non può più succedere che Berlusconi sia presidente del Consiglio, questo l’ho detto al mondo, escludo che la Lega e il Pdl possano tornare a governare questo paese”. E’ quasi una sentenza quella pronunciata da Pierluigi Bersani nel corso di Otto e mezzo su La7. Forse anche perché forte di queste certezze il segretario del Pd nel corso della trasmissione si concentra soprattutto sulla sfida lanciata da Mario Monti. Quella della sua “salita” in politica “non è una buona notizia per l’Italia”, dice chiaramente. Si tratta di una decisione “legittima”, ma ora che è sceso nell’agone “deve accettare che gli si faccia qualche domanda senza offendersi”.

“Io due o tre da fargli le avrei – continua – Primo: vorrei sapere in quale democrazia del mondo le forze politiche si organizzano attorno alle persone, questa è una domanda di fondo. Questi meccanismi sono uno dei guai del nostro paese, la politica si fa con i collettivi che rimangono a prescindere dagli uomini. Io non metterò mai il mio nome sul simbolo del Pd”.

“Seconda domanda – continua il leader democratico – Monti ritiene il bipolarismo un guaio? Se non è un guaio da che parte siede in parlamento, dove si siedono Berlusconi e Orban?”. “Imparo adesso che il Pd ha un sacco di difetti – prosegue ancora Bersani in polemica con il presidente del Consiglio – per un anno non l’ho mai sentito dire. Non accetto sentir dire che il Pd ha un limite di conservatorismo. Parliamo di dove spingeva il Pd quando arrivavano i provvedimenti in Parlamento”. “Ci si accusa di essere un partito plurale – si accalora ancora il segretario – anche questo non lo accetto”.

Il segretario democratico entra quindi nel merito della composizione delle liste elettorali. In queste ore i vertici del partito sono intenti in febbrili trattative no-stop in vista della riunione della direzione che domani dovrà stilare l’elenco definitivo, ma oggi è stato annunciato un nuovo nome di richiamo, quello dell’ex direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli. “Mettiamo insieme Galli ed Epifani – spiega Bersani – perché siamo un partito che si occupa di lavoro, non di chiacchiere. Questa è una ricchezza.”