Bersani, monografia su Berlusconi all’assemblea Pd: “Deve andare a casa, è una barzelletta…”

Pubblicato il 4 Febbraio 2011 17:35 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2011 17:37

Pier Luigi Bersani

ROMA – “Silvio Berlusconi deve andare a casa”. Per questo, spiega il leader del Pd Pier Luigi Bersani  “l’8 marzo porteremo a Palazzo Chigi dieci milioni di firme”. Quindi aggiunge:  “La voce dell’Italia è scomparsa dal mondo, però noi siamo entrati nelle barzellette del mondo, a Taiwan, in Giappone o al carnevale di Rio, dove si apprestano a ridere di noi e di Berlusconi. In tutto il mondo si discute di come gli italiani possano sopportare tutto questo, ma gli italiani non sono quelli delle barzellette”.

Quindi, sempre sul premier: ”Vi immaginate se, quando c’era da convincere gli altri Paesi europei a farci entrare nell’euro, al posto di Ciampi e Prodi vi fosse stato Berlusconi?”. Poi Ruby, ovvero Berlusconi: “‘Noi maschi saremo con le donne il 13 in piazza, se non altro perché conosciamo le nostre mogli, le nostre compagne, le nostre figlie e le nostre amiche e le rispettiamo, e non accettiamo che siano vendute o comprate”.

E ancora, l’informazione nella forma dell’intervista al Tg1. Di chi? Di Berlusconi: “I problemi in Italia marciscono e per il governo è una farsa propagandistica affidata a tg di regime di cui ci si vergognerebbe nella Corea del nord”.

Poi un messaggio alla Lega, messaggio che suona più o meno così: “Il Federalismo non si fa perché c’è Berlusconi”. Per la precisione: “Alla Lega dico che il federalismo non lo farete mai con Berlusconi, perché a lui non interessa il federalismo, ma i vostri voti, e li usera’ per il processo breve o per difendere la ‘cricca di Roma’”.

Infine un attacco (”siamo ad una emergenza democratica, istituzionale, economica, sociale, morale e civica. Chi ignora questa emergenza la aggrava”) e una richiesta di dimissioni. Di chi? Di Silvio Berlusconi.

Era il segretario del Pd che parlava all’assemblea nazionale del Pd. Del partito però si è detto pochissimo.  Un cenno, all’inizio del discorso monografico sul premier: “Ci occupiamo dell’Italia mentre combattiamo”. Chi? Domanda superflua.