Bersani, si indaga sul conto suo e della segretaria. Replica: Soldi registrati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 14:56 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 14:56
Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani (foto Ansa)

BOLOGNA – Un inchiesta, per ora senza indagati, che ha come oggetto un conto corrente intestato all’ex leader del Pd Pier Luigi Bersani e alla sua segretaria Zoia Veronesi. Un conto, scrive Marco Lilio sul Fatto Quotidiano, sul quale negli anni sono confluiti molti contributi privati.

L’inchiesta, racconta il Fatto, è partita da Bologna ma gli atti sono sstati trasmessi “in gran segreto” a Roma. Ora tutto il fascicolo finirà alla Guardia di Finanza che si occuperà di valutare se i versamenti, come assicura Bersani, siano stati fatto nel rispetto della legge sui finanziamenti privati.

Al Conto Corrrente, come racconta il Fatto, la procura è arrivata partendo da tutt’altro:

Il sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio e il procuratore aggiunto Roberto Giovannini si sono imbattuti un anno fa nel conto, nell’ambito dell’inchiesta sulla segretaria e su Bruno Solaroli, l’ex capo di gabinetto di Errani. La procura, quando chiese alle banche gli estratti conti di Zoia Veronesi mirava a dimostrare la truffa che si sarebbe concretizzata nell’aver fatto figurare un datore di lavoro pubblico, cioè la Regione Emilia Romagna, differente da quello reale e privato, cioè il Pd.

L’ammontare del raggiro, secondo l’accusa, sarebbe stato di circa 140 mila euro lordi (più rimborsi), pari agli stipendi percepiti dalla Regione dal primo giugno 2008 al 28 marzo 2010, quando lavorava per Bersani a Roma, ma la Regione la pagava. Quando le accuse cominciarono a circolare, la Veronesi si dimise dalla Regione e venne assunta dal Pd.

Il conto corrente è stato aperto nel 2000 ed è stato alimentato con molteplici versamenti per una somma complessiva che si aggira, secondo quanto risulta al Fatto , sui 450 mila euro. Probabilmente è tutto regolare, come dice Bersani replicando con un’intervista al Fatto.

Pier Luigi Bersani, intervistato sempre dal Fatto replica in modo lapidario:

Sono tutti soldi registrati. Quel conto fu aperto con Zoia Veronesi per la gestione corrente della quale non mi potevo occupare direttamente e poi lì sono confluiti anche i contributi elettorali regolari. Ho piena fiducia nella magistratura e sono assolutamente certo di avere rispettato le norme. Anzi vorrei che accertassero tutto quello che ho così vedranno che non c’è nemmeno un euro che non è tracciabile”.