Bersani sul governo: “Crisi conclamata ma ancora tatticismi”

Pubblicato il 7 Novembre 2010 14:40 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2010 15:39

Pier Luigi Bersani

”C’e una crisi politica conclamata, ma la risposta e’ stata insufficiente, ci sono ancora dei tatticismi”: cosi’ il leader del Pd Pierluigi Bersani commenta a ‘In mezz’ora’ su Raitre l’intervento di Gianfranco Fini alla convention di Fli. ”Non immagino che Berlusconi si dimetta domani, saremo davanti ad un ulteriore traccheggiamento. Ma la situazione da oggi e’ evidente anche ai ciechi”.

Secondo Bersani, in questo momento in Berlusconi ”c’e’ l’istinto al rilancio: un istinto che puo’ solidificarsi attorno a una piattaforma ancora piu’ plebiscitaria, assumendo temi come giustizia, intercettazioni e diritto a non pagar le tasse e cercando di rilanciare con una piattaforma che puo’ solo essere elettorale. Lui non e’ uomo per governare, si trova meglio nella campagna elettorale”. In ogni caso, Bersani rinnova la sua ”piena fiducia nel presidente della repubblica, che si muove nel solco della Costituzione, i cui primi dodici articolo dovremmo tutti trovare il tempo per andarceli a leggere”.

“Non ho ne’ il calendario della crisi ne’ il cronometro – continua – Quando uno pensa che ci voglia una settimana bastano due giorni. La crisi si sta accelerando. Mi auguro di avere nel paese una destra piu’ europea. quello di Fini e’ un passo in avanti, piuttosto lungo devo dire. Il populismo della destra non si corregge facilmente, anche se vedo un sincero tentativo. Sull’immigrazione ricordo che le parole di oggi erano belle, ma la legge in vigore si chiama Bossi-Fini”, rileva. ”Oggi Fini ha lasciato il cerino in mano a Berlusconi, ma il cerino si sta spegnendo. La crisi politica e’ conclamata da mesi. Ci saranno ancora i tatticismi, perche’ non ce lo vedo Berlusconi ch domani si va a dimettere”.

”Non immagino – sottolinea però il leader dei Democratici – un Gianfranco fini che possa insieme a noi disegnare una alternativa al centrodestra”. Bersani si limita a dire che serve ora un ”governo breve” per far ripartire il paese. Il leader del Pd chiarisce che i Democratici non hanno paura delle elezioni e che serve una nuova legge elettorale.

Bersani commenta poi la reazione a caldo del premier, che ha detto “non mi dimetto, sia Fini a votarmi contro”. ”La reazione di Berlusconi testimonia ancora una volta – dice Bersani – che mentre il cerino sui spegne si cerca di darlo in mano a un altro. E un gioco stucchevole. Quanto alla sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, prevista per il prossimo dicembre, Bersani sostiene: ”non vedo risolutiva della questione personale del nostro premier la sentenza del 14 dicembre. In ogni caso il centrodestra si e’ deteriorato al punto che un giorno piu’ o un giorno in meno non conta molto”.