Bersani, Vendola, Di Pietro, Grillo: oggi festa, domani lite

di Lucio Fero
Pubblicato il 17 Maggio 2011 14:41 | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2011 14:41

ROMA-Il giorno dopo, a sinistra…non riescono a litigare ma si stanno organizzando. Il Pd, il Pd di lista è andato bene: a Milano, a Torino e quasi dovunque dove si è votato con la gigantesca eccezione di Napoli. Il Pd di lista ha smesso di perdere voti, anzi qualcuno lo recupera. Non qui e là per caso, è già quasi una tendenza, un “trend” ristoratore. Dovrebbe bastare per trovare pace all’interno e credibilità e autorevolezza all’esterno. E invece non basta, all’interno del Pd il giorno dopo è più o meno ancora festa generale, ma appena fuori della porta di casa, se non son fischi e pernacchie, poco ci manca. Perché il Pd dei candidati, con l’eccezione gigantesca di Fassino a Torino, è andato maluccio o malissimo. E questo basta perché a sinistra si stiano organizzando alla grande per far ripartire la solita scena della Torre di Babele dove tutti parlano lingue diverse e la magnifica costruzione alla fine non si fa.

A sinistra del Pd qualcuno sussurra: Pisapia non è Pd, non è Bersani, Pisapia è Vendola. Come Vendola e non Bersani è Zedda che a Cagliari bene interpreta la parte del piccolo Pisapia sardo. Insomma si riscalda il dubbio che il Pd possa portare voti, ma non candidati e “linea”. Infatti, dicono, guarda Morcone… A Napoli era quel che rimaneva del Pd ed è stato surclassato da De Magistris. De Magistris che non è neanche Vendola, magari…Quello, De Magistris, non è neanche Di Pietro. De Magistris non è solo fuori dall’orizzonte del Pd, lo ingombra e, se può, lo oscura. E guardate Bologna: certo c’è stato il miracolo del “burocrate”, certo Merola è passato al primo turno, ma avete visto quel dieci per cento a Beppe Grillo? E adesso, caro Pd, come ti metti? Che te ne fai di un’alleanza con il Terzo Polo che vale la metà di quel che c’è alla tua sinistra e anche oltre, oltre la sinistra? Terzo Polo che non vuole allearsi con il Pd e gli altri che allearsi si alleano pure, ma solo se il Pd fa il gregario e porta l’acqua.

Si stanno organizzando alla grande, anche se il giorno dopo ancora non litigano ad alta voce. C’è un quasi dieci per cento dell’elettorato nazionale che per pigra abitudine e comodità continua ad essere conteggiato a sinistra. Ma chi vota Cinque Stelle e chi vota Idv nella versione De Magistris non vota a sinistra, anzi la sinistra se la mangerebbe viva. Santoro e Travaglio possono in tv e su carta mantenere coperto e vivo l’equivoco, ma nella società e anche nell’urna elettorale quel dieci per cento non si somma con la sinistra, quel dieci per cento non vuole governare con la sinistra e, se lo facessero insieme, sarebbe peggio di una Babele. Senza quel dieci per cento la maggioranza anti berlusconiana nel paese non c’è, con quel dieci per cento non c’è governo diverso da quello del centro destra. Ecco perchè, dopo la pausa del giorno dopo, ricominceranno a litigare, non perché sono di cattivo carattere ma perché diversi e distanti, per natura e per scelta.