Bersani prof indulgente di se stesso: iniziativa politica 7 …

Pubblicato il 30 Dicembre 2010 14:49 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2010 15:16

Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani professore indulgente di se stesso. Ecco la pagella che il leader del Pd si auto assegna: coesione interna 6 meno, iniziativa politica 7 per il 2010 e 7 + in prospettiva, consenso 6 meno.

Dopo aver fatto “le pulci” al suo partito, in un’intervista a Sky, Bersani passa a rispondere secco alla Lega chiede al Pd di fare le riforme insieme dopo il sì al federalismo. “Calderoli deve convincersi di una cosa – è la risposta del leader pd – noi riteniamo di essere federalisti, abbiamo una nostra proposta, se ragioniamo sulla nostra bene altrimenti se si tiene la sua, noi non ci stiamo”.

Bersani passa poi a proporre nuovamente un’ampia alleanza di tutte le opposizioni per superare “l’era Berlusconi”. L’Italia, dice, ha bisogno di uno sforzo comune di tutte le opposizioni per traghettarsi oltre il berlusconismo e un decennio di crisi. Sulle alleanze. “Bisogna presentare una piattaforma ed aprire un confronto – è l’idea di Bersani – con tutte le forze di opposizione a cui si chiede di non autoescludersi. Poi si vedrà. Anche se qualcuno si ritirasse noi terremo ferma questa proposta larga e aperta: i disagi di questi anni sono stati tali per cui non se ne può uscire senza generosità, senza uno sforzo comune”.

Il segretario del Pd respinge, inoltre, le ricostruzioni dietrologiche sul rinvio della direzione al 2011. “L’abbiamo rinviata – è la sua spiegazione – perché c’era la discussione al Senato della riforma Gelmini, quindi nessuna dietrologia. Abbiamo una direzione e vedrete che la linea ce l’abbiamo, presenteremo un pacchetto riforme che abbiamo solo noi. A partire da quella fiscale, dalla riforma delle istituzioni, per il lavoro e la precarietà. Io – ripete – porterò in direzione una proposta politica univoca”. Certo, conclude, ”se pensiamo ad un sistema politico fatto di ‘ghe pensi mi’, allora no. Ma se non ci si abitua a questo non usciamo da questo decennio” di crisi”.