Bertolaso scarica su Balducci: “Io non c’entro niente”

Pubblicato il 12 Febbraio 2010 15:01 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2010 11:42

In una intervista al Corriere della Sera, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, ufficialmente indagato per corruzione mentre il suo vice, Angelo Balducci, è stato arrestato, affronta il clamore sollevato dallo scandalo con un sangue freddo e un autocontrollo superiore perfino a Berlusconi.

Bertolaso è stato intervistato da Giovanni Bianconi e la prima cosa che dice è che resterà al suo posto «anche per dimostrare che non ho tradito la fiducia di chicchessia. Le dimissioni io non le ho ritirate, il governo le ha respinte e io ho il dovere di continuare a fare il mio lavoro. Ma se domattina le accetteranno mi farò da parte senza problemi».

Qualcuno può avere tradito la sua, di Bertolaso, fiducia. Questo «può pure essere, ma non ho elementi per sostenerlo. Anche perché tutti sanno qual è il mio stile, rigoroso prima di tutto con me stesso e con i miei collaboratori».

Poi parla delle donne, il punto «imbarazzante», che gli dà «più fastidio»: Francesca, ribadisce, «è una fisioterapista molto brava, per bene e molto seria, cui ricorrevo per combattere lo stress e il mal di schiena di cui soffro spesso».

Poi l’orgoglio che rende «perfino umiliante» che si possa pensare che uno come lui, che ha gestito «lavori per centinaia di milioni» si possa «imbonire, o addirittura comprare con 10mila euro». Per questo spera di poter essere interrogato «già la settimana prossima» e chiarire tutto. «Nel mestiere che faccio ci sono due rischi: da un lato commettere errori e incappare in qualche illecito. Dall’altro acquistare visibilità, popolarità e invidie». Grande fiducia, comunque, «nella magistratura di Firenze come in quella di Napoli»: gli attacchi del premier alla magistratura, aggiunge, arrivano «per la stima che ha per me» e perché parla come «uno che ha molti procedimenti penali pendenti: che abbia una certa animosità nei confronti dei magistrati è comprensibile».

Bianconi fa domande precise e incalzanti sull’imprenditore Diego Anemone, ora in carcere. Bertolaso dice di averlo visto «tre o quattro volte, avevo rapporti con lui come con tanti altri che conosco», ma non può essere «motivo di scandalo, quando avviene nella trasparenza che ho sempre rispettato».

E poi ancora: «A me dispiace che si parli di questa storia come di uno scandalo, mentre abbiamo fatto una grande modifica ambientale su un’isola come la Maddalena».

Questo dà spunto a Bianconi per osservare che il tutto è costato un po’ troppo, «se è vero che un albergo è costato quasi 4.000 euro a metro quadro».

Replica Bertolaso: «E’ ovvio che costruire lì costa più che altrove, la Maddalena non è Ostia! E noi abbiamo fatto tutto in dieci mesi, quando normalmente ci sarebbero voluti dieci anni…»

Incalza Bianconi: per questo diceva a Balducci che bisognava sbrigarsi con le gare, approfittando che il presidente della Sardegna Soru era impegnato nella campagna elettorale?

Risposta: «Ma no! Abbiamo fatto tutto in pieno accordo con Soru, abbiamo le carte che lo dimostrano. Lì davvero bisognava avere in fretta il capitolato del bando, sennò non ce l’avremmo fatta con gli arredamenti e il personale. Ci siamo riusciti, e quando aprirà la stagione e gli alberghi saranno funzionanti vedremo se si tratta di cattedrali nel deserto, come qualcuno dice, oppure una ricchezza per quell’isola, come penso io».

Poi il calcio a Balducci, in carcere anche lui, che sembra l’agnello sacrificale predestinato. Dice Bertolaso: «Io non ho dato gli appalti e non li ho seguiti direttamente né personalmente. Ha gestito tutto Angelo Balducci. Ha gestito tutto Angelo Balducci, uno che è diventato presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, cioè la massima autorità in Italia: non mi pare di aver affidato l’incarico al primo che passava per strada. Con lui ho lavorato per anni e non ho mai avuto ragione di dubitare, se ha delle responsabilità saranno i magistrati ad accertarle».