G8, Bertolaso: “Accuse frutto di equivoci”. Al Salaria Sport Village mi hanno solo “sconocchiato”

Pubblicato il 7 Maggio 2010 17:01 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2010 18:16

Documenti, slide, intercettazioni sono stati al centro dell’insolita conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso per difendersi dall’inchiesta sugli appalti del G8 nella quale è coinvolto dal febbraio 2010. Una conferenza con i giornalisti a metà tra il comizio e l’arringa durante la quale Bertolaso si dichiara innocente ed esibisce tutte le sue “prove” , rivelando persino particolari della sua vita privata in relazione ai massaggi al Salaria Sport Village, dei quali dice testualmente “mi hanno solo sconocchiato”.

“Speravo di essere qui a commentare l’archiviazione o lo stralcio della mia posizione” nell’inchiesta sul G8, “ma purtroppo non è stato così, l’indagine va avanti e io voglio chiarire alcune cose”, ha esordito Bertolaso. Il capo della protezione civile si è detto deluso ma ha dichiarato di avere “totale fiducia nei magistrati in particolare in quelli di Perugia – ha detto – che mi hanno ascoltato in interrogatorio per oltre sei ore”.

Intercettazioni. Bertolaso – facendo riferimento soprattutto alle presunte prestazioni sessuali con donne al Salaria Sport Village a Roma di cui è stato accusato – ha comunque ribadito che “c’è stata una strumentalizzazione delle intercettazioni”. «Mia figlia ha fatto rieducazione al Salaria e mia moglie è un architetto, per un periodo ci ha lavorato. Come sarei potuto andare in un posto del genere a fare sesso a pagamento?» chiede il capo della Protezione civile. Poi aggiunge: «Francesca, la massaggiatrice, è una signora per bene. Una grande professionista ed è conosciuta in tutta Roma per l’attenzione ai clienti. Le ho chiesto il suo cellulare per evitare di passare attraverso le prenotazioni: io volevo fare dei massaggi alla schiena che sono ovvi per via del lavoro che faccio». «È vero Francesca mi ha fatto vedere le stelle. Mi ha sconocchiato il collo e la schiena…». Quanto alla moglie, Bertolaso precisa anche che in quanto «professionista in giardini, ebbe lavori da Anemone per il Salaria sport village. Mia moglie fece solo gli studi preliminari e ricevette 25mila euro regolarmente fatturati. A mia moglie, dopo avere pagato i suoi colleghi, rimasero solo 7-8 mila euro regolarmente denunciati nella dichiarazione dei redditi». Un cenno quindi anche alla privatizzazione della protezione civile, della quale Bertolaso dice: “E’ una sciocchezza cosmica detta da parte di qualcuno” .

Appalti. Il capo della Protezione Civile è tornato quindi sulla questione degli appalti. “Nessuna delle imprese coinvolte in questa vicenda ha avuto appalti a l’Aquila, ha detto, Anemone è venuto diverse volte a l’Aquila, ma non ha avuto nessun appalto. Così, “se qualcuno pensava a una sorta di compensazione si sbaglia perché a l’Aquila tutto è stato fatto in assoluta trasparenza”. “Non ho mai avuto soldi dal costruttore Diego Anemone, anzi sono stato io a dare a lui 20mila euro per alcuni lavoretti che mi fece in casa per tapparelle e armadi”, ha chiarito Bertolaso, che ha parlato anche dei suoi rapporti con l’ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci. “Con me è sempre stato un gentiluomo corretto – ha detto – non ho mai avuto ragione di dubitare di lui. Ogni volta che abbiamo fatto un lavoro insieme lui ha fatto presto e bene”. “Esamineremo la possibilità di costituirci parte civile” contro Diego Anemone e Angelo Balducci “quando le indagini saranno chiuse”, ha dichiarato Bertolaso.

“Ho la coscienza pulita”. “Non ho mai mentito agli italiani, per quello che riguarda il mio comportamento. Credo di avere la coscienza pulita” si è difeso Bertolaso, che ha aggiunto: “le accuse che mi sono state rivolte non hanno alcun fondamento. La Protezione civile continua ad essere una risorsa per il Paese; il suo capo avrà commesso errori, ma cerca di guidare la Protezione civile con trasparenza, lealtà e onestà”. “Credo di aver dimostrato che tutte le accuse siano frutto di equivoci o mancati controlli dei documenti che ho presentato oggi”.

“Io e Clinton abbiamo una Monica in comune”. Facendo un riferimento all’inchiesta nella parte in cui si parla di presunti massaggi fatti al Salaria Sport Village di Roma dalla massaggiatrice brasiliana Monica, Bertolaso si è lasciato andare anche all’ironia: “Mi ha chiamato Bill Clinton per complimentarsi per lo splendido lavoro fatto dall’Italia ad Haiti e io volevo fargli una battuta: ‘io e lei abbiamo un problema che ha lo stesso nome, Monica’, ma poi ho desistito perché io con Monica non ho avuto problemi reali, lui probabilmente qualche problemuccio ce lo ha avuto».

L’indagine. Bertolaso il 10 febbraio 2010 è stato raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti del G8 che avrebbe dovuto svolgersi a La Maddalena e poi spostato a L’Aquila. In seguito al provvedimento ha rimesso nelle mani del Consiglio dei ministri la sua nomina a Capo della Protezione Civile e sottosegretario, le dimissioni sono state però respinte dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo l’accusa Bertolaso, insieme a diversi imprenditori e altri membri della Protezione Civile, avrebbe fatto parte di uno scenario di corruzione con scambi di favori di svariata natura, anche sessuale, in cambio di appalti.