Da Prodi a Berlusconi, l’ascesa e la caduta della “stella” Guido Bertolaso

Pubblicato il 6 Novembre 2010 20:18 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2010 20:18

Guido Bertolaso va in pensione: il capo della Protezione Civile lascerà il suo incarico l’11 novembre, come annunciato da Silvio Berlusconi. La sua carriera, tra incarichi e polemiche (basti pensare alla gaffe ad Haiti con Hillary Clinton o alle contestazioni subite dai terremotati dell’Aquila o dai campani sommersi dai rifiuti), si tinge di coloriture bipartisan: la sua nomina al vertice della Protezione Civile fu infatti decisa dal governo Prodi, anche se l’apice lo ha raggiunto con la nomina a sottosegretario da parte di Berlusconi.

Peppino Caldarola ha scritto un ritratto di Bertolaso che è stato pubblicato sul Riformista: “Non si conoscono le sue opinioni politiche, anche se l’inizio della sua carriera coincide con la nomina alla Protezione civile decisa dal governo Prodi. Si dice che fosse molto amico di Rutelli, sicuramente nella sua biografia c’è stata molta Dc”.

Caldarola ripercorre la vicenda dalla sua professione originaria: “La carriera di medico stava un po’ stretta a questo figlio di un generale dell’aereonautica che amava costruire squadre speciali e intervenire nelle situazioni difficili. I suoi primi passi li mosse in Thailandia organizzando ospedali da campo, poi andò in Africa e in America Latina. I suoi biografi dicono che fosse portato in un palmo di mano da Emilio Colombo, che Andreotti gli spianò la strada della cooperazione internazionale, che Beniamino Andreatta avesse un debole per lui”.

Come detto in precedenza, Bertolaso iniziò con Prodi, ma “deve la sua fortuna a Silvio Berlusconi”. Infatti, ricorda Caldarola, “per due volte il centro-sinistra lo mise a capo della grandi emergenze e per due volte fu costretto a lasciare l’incarico. Il secondo abbandono fu più traumatico. Memorabile il suo scontro con Pecoraro Scanio, che molti ritengono all’origine dei problemi attuali di Napoli, che lo portò nel 2007 a lasciare l’incarico di commissario per la “monnezza” campana”.

Quando arrivò Berlusconi, sottolinea Caldarola “il prefetto Gianni De Gennaro aveva istruito la pratica e avviato quel risanamento che poi Bertolaso completò. Le giornate napoletane segnarono il suo sfondamento mediatico. Berlusconi ogni settimana si recava nel capoluogo, in una di queste viste si fece beccare al compleanno di Noemi Letizia, e lì trovava Guido Bertolaso che stava provvedendo alla pulizia della città. Non poteva partire meglio la nuova avventura di governo del Cavaliere che vedeva nel capo della protezione civile l’interprete più autentico della sua filosofia del fare. Poi venne il terremoto dell’Aquila e anche qui la coppia Berlusconi-Bertolaso”.

Poi le polemiche per la ricostruzione a L’Aquila, quelle sempre crescenti in Campania e infine il battibecco con il segretario di Stato americano Hillary Clinton dopo il terremoto di Haiti (l’ex First Lady arrivò ad una “protesta formale”. E’ a questo punto, dice Caldarola, “che la stella di Bertolaso mandata in orbita da Berlusconi è diventata cadente assai rapidamente. Della straordinaria costruzione mediatica non è rimasto niente. È simbolico che negli stessi giorni in cui il capo della protezione civile lascia silenziosamente l’incarico per raggiunti limiti di età, il suo mentore vede crollare la sua egemonia”.