Bettini-Verdini, cronaca di eminenze piccole e piccine. Vanità senza falò

di Lucio Fero
Pubblicato il 17 Gennaio 2022 9:47 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2022 9:47
Bettini-Verdini, cronaca di eminenze piccole e piccine. Vanità senza falò

Bettini-Verdini, cronaca di eminenze piccole e piccine. Vanità senza falò (nella foto Ansa, Goffredo Bettini)

Goffredo Bettini di interviste o risonanti sussurri alla stampa ne rilascia in abbondanza, media forse uno ogni due giorni. Ma questa con l’inviato del Corriere della Sera è più che un’intervista, è una sceneggiatura, è una rappresentazione e celebrazione di…se stesso. Goffredo Bettini si fa cogliere mentre al telefono lo chiama Giuseppe Conte e al telefono parla con Andrea Orlando, mette dunque in scena il tutti mi chiamano. E lo rivendica: “Ho un sistema di relazioni formidabile!”. Goffredo Bettini della cosa si compiace, nel tutti mi chiamano si crogiola e finalmente rivela la sua missione, anzi il suo piacere: “Mi piace indirizzare le cose”. 

Goffredo Bettini, Pavone che fa la coda

Goffredo Bettini fa davanti al giornalista il pavone che fa la coda. Tra le cose che a lui piace “indirizzare” lui stesso accredita l’alleanza strategica Pd-M5S, lo stesso M5S assegnato a Conte, la cacciata di Renzi dal paradiso della sinistra direttamente all’inferno, magari il ritorno di D’Alema nel Pd, la sorda opposizione a Draghi della gauche di governo…L’elenco delle cose “indirizzate” da Bettini è parziale e limitato ai recentissimi tempi. Per l’immediato futuro Bettini si fa ritrarre in posa di “indirizzatore” per il Quirinale. Lì non ci deve andare Draghi, questa è la linea e questa linea di condotta Bettini la dispensa al Pd, a M5S in posa plastica davanti alla stampa. Un pavone.

Diceva qualcuno: non ce l’ho con…

Ma chi è Goffredo Bettini? Per un combinarsi di circostanze un intellettuale con molte conoscenze all’interno del Gra (Grande Raccordo Anulare) è pian piano assunto al ruolo di stratega politico. Un signore pieno di numeri di telefono è stato pian piano costruito dalla stampa come niente meno che un “guru”. Maestro o Santone? Né l’uno né l’altro nella realtà, solo uno che chiacchiera con un sacco di gente che conta o sembra che conti. Così Goffredo Bettini è stato vestito della parte serissima della eminenza grigia del Pd.

Lui ci si pavoneggia ma, come diceva qualcuno, non è con lui che si può avercela. E’ stata la pochezza, è il minimo spessore intellettuale e anche di strategia politica del ceto dirigente del Pd che ha accettato di conferire ad un Goffredo Bettini il ruolo di aruspice e stratega. Ed è stata la pigrizia dell’informazione a farsi complice della “nomina” di Bettini a stratega ed aruspice. 

Denis Verdini che raccomanda il genero

Denis Verdini ha scritto una lettera a Dell’Utri e Confalonieri in cui di sostanziale nulla c’è (l’argomento è ancora il Quirinale) se non raccomandare di lasciar fare a Salvini, incidentalmente suo genero. I consigli dati per eleggere Berlusconi sono un copia e incolla delle banalità e ovvietà correnti. Il succo è: se non passa Berlusconi lasciate fare a Matteo, affidatevi a lui.

La stampa che si ubriaca di acqua fresca

La lettera di Denis Verdini viene presentata dalla stampa come “segreta”. Qualcuno la trova “scandalosa”. L’auto celebrazione di Goffredo Bettini la stampa la presenta come incursione nei documenti dei servizi segreti della sinistra. La stampa si ubriaca di acqua fresca come avesse obbligo contrattuale di essere sempre ebbra. Bettini e Verdini eminenze grigie dell’elezioni al Quirinale? Grigie? Al contrario, colori fluo per le loro vanità.