Casco e giubbino obbligatori: tempesta di polemiche sui ciclisti

Pubblicato il 27 Aprile 2010 12:37 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2010 12:37

Casco obbligatorio per i ciclisti: è la maggiore e più discussa novità introdotta dalla commissione Lavori pubblici del Senato nel disegno di legge sulla sicurezza stradale.

Le modifiche sul nuovo Codice della Strada non sono ancora operative, ma le polemiche fioccano. Le altre misure sono passate più o meno sotto silenzio: accordo apparentemente generale su limiti di velocità più bassi per i motocicli con a bordo bambini, niente guida di ciclomotori e minicar con la revoca della patente, foglio rosa già per i diciassettenni, e notifica delle multe obbligatoria entro 60 giorni – e non più 150.

Ma sui ciclisti si è scatenate la tempesta. Complice oggi lo sfogo di Vittorio Sgarbi, che dalle colonne del Giornale tuona sull’ “ultima follia del casco in bici per legge”, la polemica infuria.

Il critico e politico paragona il caschetto alla maglia della salute: “Un ciclista non si può far male cadendo più di quanto si possa far male chi andando a piedi inciampa. Il rischio quindi non è implicito nel mezzo ma nelle circostanze che spesso dipendono dall’imprudenza di automobilisti e motociclisti, scrive Sgarbi. Ma, allora, se dobbiamo imporre il casco ai ciclisti dobbiamo imporlo anche ai pedoni. E, poi, contro il raffreddore, per legge, dobbiamo imporre anche la maglietta della salute”.

Del resto, la storia avrebbe dovuto insegnare: l’anno scorso fu il Canada a voler imporre il casco ai ciclisti,  e anche in quel caso fu rivolta popolare.

Gli automobilisti mettono l’accento sulle responsabilità in caso di incidente. Perché se è vero che nell’eventualità di scontro è il ciclista che si fa più male, ad andarci di mezzo è spesso il guidatore, e la sua assicurazione.

Come già per i motociclisti, l’introduzione dell’obbligo di portare il casco per i ciclisti comporterà probabilmente un avvicinamento alla prassi giurisprudenziale in materia di guida di ciclomotori senza il casco, vale a dire che, in caso di incidente senza casco, le prestazioni assicurative sarebbero decurtate. Le assicurazioni di responsabilità civile potrebbero quindi procedere in tal senso in caso di colpa concomitante della persona che ha subito il danno.

Altra critica mossa dagli automobilisti è quella sulla guida scorretta dei ciclisti: sensi unici violati, zig zag tra le code, semafori rossi bruciati.

Ma il nuovo ddl del Codice della Strada non si limita ad imporre ai ciclisti il casco. I bikers dovranno anche avere sempre con sé un giubbino catarirangente da indossare se si circola tra il tramonto e l’alba o nelle gallerie.

E se per i corridori professionisti l’obbligo del casco risale al 2006, per il casco per tutti il ministro dei Trasporti Altero Matteoli vuole bruciare i tempi: “Basta con le perdite di tempo. O troviamo un testo condiviso o farò un decreto”. I ciclisti sono avvertiti.

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