Articolo 21: “Malgara alla Biennale. E quel prestito da Berlusconi?”

Pubblicato il 8 Ottobre 2011 15:19 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2011 16:44

VENEZIA – Giulio Gargia per Articolo 21 fa un ritratto di Giulio Malgara, l’uomo scelto dal ministro per i Beni Culturali, Giancarlo Galan, come presidente della Biennale di Venezia. Una nomina non gradita anche al sindaco della città, Giorgio Orsoni, che ha definito Malgara come una “persona inadatta allo scopo”. Anche Giuseppe Giulietti e Luigi Zanda si sino schierati contro: “Un atto stupido”, hanno commentato.

Ma chi è Giulio Malgara? Lo spiega Articolo 21:

La biografia ufficiale di Giulio Malgara ci dice che è un uomo di mercato. Una delle sue prime imprese, con la Chiari e Forti, è il lancio del marchio Fido, subito seguito da quello Miao, prodotti che diventano subito leaders di mercato nel settore del cibo per animali. Devono essere state queste imprese a suggerire al Cav . di immetterlo nella sua cerchia di fedelissimi. Fido, Fede e Fidel… doveva suonargli bene, sembra un trio musicale. Quindi, ecco spiegata anche quella magnifica foto in cui si vede Berlusconi che guida, da vero leader, lo jogging col fiatone di un gruppo di top manager e giornalisti, tra cui Fede, Confalonieri, Malgara. Proprio colui che Galan vorrebbe prossimo presidente della Biennale.

Ora, si sanno quali sono i rapporti di Silvio con i primi due. Ma perché uno come Malgara avrebbe dovuto mettersi in mutandoni bianchi per fare footing con Silvio? Alla fine, un motivo ci sarebbe…. Vediamo.

Lo spiega un passo del libro “L’arbitro è il venduto”, scritto dallo stesso Giulio Gargia:

Era una limpida mattina di primavera del ’92. Il presidente dell’Auditel, Malgara, voleva il caffè e l’acqua minerale. Andò alla cassa a fare lo scontrino e la ragazza gli disse sorridendo: “Fanno 5 miliardi, dottore”. Perché sapete com’è certa gente: quando vogliono il caffè, comprano direttamente la fabbrica. Quella mattina, Malgara aveva voglia di un decaffeinato e così pensò alla Hag. Accanto alla tazzina, però, ci vuole sempre un bicchiere d’acqua. Perciò – da buon pubblicitario – gli venne in mente il tormentone di Messner per Levissima. Entrambe le aziende erano, per sua fortuna, controllate dalla Crippa e Berger. Con un unico scontrino, le portava a casa tutt’e due.

Ma in quel momento non aveva i soldi. Può capitare a tutti, in effetti, di non avere quei 5-6 miliardi in tasca. Così, visto che da quelle parti passava un amico, glieli chiede : “Silvio, scusa, non è che avresti 5 miliardi da prestarmi?”. “Figurati, per così poco, domani te li dò”.

Quindi Berlusconi prestò a Malgara 5 miliardi. In realtà pare fossero 15 , ma 10 sono rientrati ad Arcore. Invece gli ultimi 5, all’epoca della testimonianza, secondo gli atti del processo All Iberian del 2001, non erano ancora stati restituiti. Intanto Malgara aveva fondato e sviluppato l’Auditel, ovvero l’istituto che conteggia i telespettatori davanti alla Tv.

Prosegue Articolo 21:

Quindi dal ’92 al 2001 almeno, il presidente dell’Auditel è stato in debito con il proprietario di una delle maggiori emittenti monitorate per almeno 5 miliardi. Ottima garanzia d’imparzialità. A dire la verità, queste considerazioni furono fatte già nel 2005, quando il nome di Malgara venne fuori per fare il presidente della Rai. Ma almeno in quel caso Malgara sapeva, fin troppo bene forse, di cosa si stava parlando. Ma per la Biennale di Venezia, cosa spingerà mai il presidente dell’Auditel a esporsi a far da bersaglio alle facili critiche d’incompetenza? Perché così la prossima volta che non ha gli spiccioli per il caffè sa che c’è sempre un amico che può aiutarlo?