Biennale: stop della Camera, Galan avanti con Malgara. Protesta il Pd

Pubblicato il 26 ottobre 2011 11:07 | Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2011 12:25

ROMA – Si è concluso con un pareggio, 23 contro 23, il voto di oggi in commissione Cultura alla Camera per la nomina a presidente della Biennale di Venezia di Giulio Malgara. Un voto non vincolante che, per come è maturato, equivale ad una bocciatura per il governo. Nonostante questo il ministro Giancarlo Galan, che si dice “molto soddisfatto” e annuncia che andrà avanti con la nomina.

La nomina di Malgara, che per ventitrè anni è stato presidente di Upa, l’associazione che raggruppa le 500 maggiori società industriali e commerciali che investono in pubblicità, è fortamente voluta dal premier 1. Scelta che ha fatto insorgere le opposizioni. Che, oggi, alla luce del voto, rincarano la dose. “E’ stata bocciata non tanto una persona quanto una idea di politiche culturali mercantile e legata al profitto”.

La Biennale, dice Granata, “merita ben altro. In questi anni Baratta ha determinato una rinascita importante e andava senz’altro riconfermato. Da Pompei alla Biennale continua il triste declino delle politiche culturali italiane” dice il deputato Fli Fabio Granata. E anche Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, parla di bocciatura e sottolinea: “L’arroganza non paga, nomina respinta”. “Galan ha poco da essere soddisfatto dopo la bocciatura” sottolinea Emilia De Biasi, deputata del Pd.

Ma il governo va avanti. “Più di cosi non è tecnicamente possibile ottenere in quanto  è proprio di ieri il passaggio di un deputato della Commissione al gruppo misto e quindi qualsiasi candidato ministeriale non otterrebbe comunque più di 23 voti” ribatte Galan.

Malgara è destinato a prendere il posto del presidente uscente Paolo Baratta il cui mandato scade a dicembre. Quest’ultimo, nonostante i diversi apprezzamenti bipartisan dopo il successo dell’ultima Mostra del Cinema, (dal presidente leghista Luca Zaia, dal sindaco di centrosinistra Giorgio Orsoni), è destinato a lasciare il posto.