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Biotestamento, Bagnasco: “Questa legge non è un segno di civiltà”

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Angelo Bagnasco (Foto Ansa)

GENOVA – Il presidente dei vescovi europei, cardinal Angelo Bagnasco, contro il biotestamento:  “Questa legge non mi rallegra, non è un segno di civiltà”, ha detto l’arcivescovo di Genova e presidente del Ccee (il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa), a margine della cerimonia di inaugurazione del presepe nella sede della Regione Liguria. “No all’accanimento terapeutico ma nemmeno a questa forma di abbandono in nome di una libertà che ho paura nasconda agli occhi dello Stato un lasciare andare le situazioni”, ha aggiunto.

“Non ritengo che sia una cosa buona perché considera l’idratazione e l’alimentazione non delle funzioni vitali, obbligatorie per tutti, malati e non malati, ma dei farmaci, delle terapie e come tali possono essere, secondo la legge, sospesi. Non è un segno di civiltà”, ha sottolineato.

In merito alla possibilità per i medici di fare ricorso all’obiezione di coscienza, sollevata in particolare da alcuni organi di stampa cattolici, il porporato ha aggiunto: “Non ho letto il testo di legge ma, se non fosse previsto, sarebbe un ulteriore dato negativo, di inciviltà grave. Se invece è previsto è una cosa buona”.

Nelle stesse ore arrivava la decisione del cosiddetto Cottolengo, la Piccola casa della Divina Provvidenza fondata da san Giuseppe Benedetto Cottolengo, istituto torinese con sedi in tutta Italia che assiste migliaia di poveri malati che sono portatori di handicap, anziani, orfani, tossicodipendenti, extracomunitari e senza tetto, ha annunciato che non applicherà il biotestamento.

Una scelta per la quale l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, esprime “apprezzamento”, affermando che “il diritto alla vita è prioritario” e invitando “anche altri” a seguirne l’esempio. “Non importa – sostiene il padre generale del Cottolengo, Carmine Arice – se la legge non prevede l’obiezione di coscienza. Marco Cappato è andato a processo perché accompagna le persone a fare il suicidio assistito. Possiamo andarci anche noi, che nel caso di un conflitto fra la legge e il Vangelo siamo tenuti a scegliere il Vangelo”.

Anche il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, ha ribadito che ai vescovi sta a cuore che venga riconosciuta oltre alla possibilità di obiezione di coscienza del singolo medico, anche quella che riguarda le nostre strutture sanitarie”. “Invito dunque le comunità religiose, le istituzioni, le associazioni e tutti i volontari che operano nel mondo sanitario e assistenziale della diocesi di Torino – esorta l’arcivescovo – ad avere il coraggio di fare scelte di coerenza morale e di testimonianza anche andando controcorrente. In questo momento difficile e delicato, sostenere una cultura della vita che sia davvero tale è un dovere di ogni persona”.

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