Biotestamento è legge, di civiltà. Ma non ci sarà grazie alle elezioni

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 14 dicembre 2017 9:39 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2017 11:56
biotestamento

Biotestamento, una legge di civiltà (foto Ansa)

ROMA – Biotestamento è legge, di civiltà. Oggi è diventata legge approvata da entrambe le Camere (in Senato 180 favorevoli e 71 contrari) qualcosa che rende il nostro paese e la nostra comunità letteralmente più civili. Ciascuno di noi potrà decidere se e come vuole essere curato anche quando la disciplina medica non ha per lui concreta e nota speranza di guarigione. Ciascuno potrà, se vorrà, dire basta. E nessuno sarà obbligato a dire basta.

Una legge civile e un principio di libertà. E nulla a vedere con l’eutanasia, nessuno potrà legalmente procurare o accelerare morte altrui. Al contrario la legge rende legale che la natura faccia il suo corso, che la morte sia naturale e cessi la sopravvivenza, quella sì artificiale se affidata solo alle macchine e non all’organismo.

Una legge di civiltà e libertà perché chi vorrà potrà ovviamente restare attaccato ad ogni macchina che vorrà, nessuna “spina” sarà staccata se non vi sarà la chiara ed esplicita volontà del paziente di farlo. La legge sul biotestamento consente appunto di esprimerla questa volontà. La si mette su carta o su video, se si vuole, quando si è in grado di esprimerla, la si affida ad un tutore per quando eventualmente non si fosse più in grado di manifestarla, la si consegna al medico come libera volontà.

E anche il medico è libero, di applicarla o di farsi da parte per eventuale obiezione di coscienza. Ma per evitare accada come per l’obiezione di coscienza sull’aborto, per evitare che strutture sanitarie neghino di fatto un diritto di legge dietro lo schermo dell’obiezione, il singolo medico può sottrarsi alla volontà del paziente, la struttura sanitaria no.

Il punto centrale della legge è quello della idratazione e alimentazione artificiale. Queste procedure possono allungare la vita, o meglio ritardare la morte, anche quando in realtà non vi è cura possibile. Idratazione e alimentazione artificiale sono di fatto, dopo la legge si potrà finalmente dire erano, obbligate se non obbligatorie. Di conseguenza il paziente terminale si vede procrastinata la morte sia che voglia sia che non voglia. Procrastinati sia la morte che la sofferenza e il dolore. Questa la regola fino ad oggi di fatto. Con la legge sul bio testamento il “morirai con dolore” cessa di essere una sorta di obbligo etico che di medico ha poco o nulla.

Biotestamento, una legge civile e moderata. Una legge che riguarda, tocca e toccherà milioni di persone e famiglie nell’arco di anni e decenni. Una legge che dà alla gente più libertà e letteralmente riduce il dolore della parte finale dell’esistenza. Una buona legge.

Ma non ci saranno grazie per questa legge nelle schede elettorali di marzo. Come non ce ne sono stati per la legge sul “dopo di noi” (assistenza pubblica ai portatori di handicap rimasti orfani) o per quella sulle unioni civili. Ci si può illudere non ci siano stati grazie perché riguardavano minoranze e i loro diritti. Ma è appunto illusione. E’ rotta, spezzata, infranta la via di comunicazione tra corpo elettorale e governo, Parlamento, istituzioni. L’Italia detta del rancore non dice grazie a nessuno neanche quando le si migliora la qualità della vita.

 

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