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Bisi vs Bindi: “Caccia alle streghe. Nelle nostre logge non ci sono 41bis”

Bisi vs Bindi: "Caccia alle streghe. Nelle nostre logge non ci sono 41bis"

Bisi vs Bindi: “Caccia alle streghe. Nelle nostre logge non ci sono 41bis”

ROMA – Bisi contro Bindi. Ancora una volta la presidente della Commissione parlamentare antimafia fa scattare la reazione del Gran maestro dei massoni del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. Tipico del politico di mestiere, Rosi Bindi ha detto in tv che nelle liste di massoni iscritti alle logge in Calabria e Sicilia, a suo tempo sequestrate a Roma nella storica villa del Vascello, ci sono alcuni condannati in base all’articolo 416 bis del Codice penale. Detta in italiano: dei mafiosi.

“Non siamo ancora alle conclusioni definitive ma i primi risultati del nostro lavoro” lo dimostrano, ha sostenuto la Bindi in diretta su Rai3. Intervenuta nella trasmissione”I Mammasantissima”, la Bindi ha detto di avere riscontrato “un numero considerevole di situazioni giudiziarie in itinere, imputati, rinviati a giudizio, sia di reati di mafia che di quelli che comunemente chiamiamo i reati spia di comportamenti mafiosi o comunque di collusione con la mafia”. “Noi – ha puntualizzato Bindi – non stiamo facendo un’inchiesta sulla massoneria, stiamo facendo un’inchiesta sui mafiosi massoni. Per noi è molto importante questa inchiesta soprattutto perché si parla di una sorta di nuova organizzazione delle mafie che vede insieme pezzi delle mafie, pezzi della massoneria, dello Stato, delle classi dirigenti del nostro Paese”.

La reazione di Stefano Bisi  stata immediata e dura. Intervistato da Radio Radicale, ha detto:

“Intanto si metta d’ accordo con il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Fava, che qualche settimana fa detto che non c’ erano nomi eclatanti”, tra i nomi  negli elenchi che hanno sequestrati”.

Sul sito del Grande Oriente ha poi aggiunto:

“La presidente Rosy Bindi ci dica i nomi, dica chiaramente a quale Obbedienza o a quali Obbedienze si riferisce quando parla genericamente dell’esistenza di alcuni condannati al 416 bis negli elenchi di massoni sequestrati. Noi vogliamo e pretendiamo, in questo preoccupante clima politico preelettorale di tutti contro tutti, che si faccia chiarezza nella massima trasparenza. Siamo stufi di strumentalizzazioni e di subire attacchi immotivati.
Si faccia chiarezza, quindi, e si precisi anche quando temporalmente gli eventuali nomi di cui la presidente parla e che sarebbero negli elenchi sequestrati a tutti sono stati affiliati. Affermo questo perché ci possono essere dei clamorosi casi di omonimia e anche di persone che sono state espulse e che non hanno più rapporti con la Massoneria ufficiale. La stessa cosa e’ avvenuta ed avviene per quanto riguarda partiti politici ed altre associazioni. Anche lì ci sono stati condannati e indagati.
Non si possono lanciare proclami generici attraverso la TV di Stato e i media al termine di un’inchiesta violenta, aggressiva e discriminatoria, quella della Commissione Antimafia, che e’ stata portata avanti, a nostro giudizio, con palese violazione di leggi.
L’alto ruolo e la responsabilità che ricopre la presidente Bindi e le numerose situazioni giudiziarie che nel passato e nel presente hanno visti assolti da pesanti accuse, personaggi di spicco, dovrebbero indurre alla prudenza e soprattutto alla massima chiarezza nel parlare di un’indagine così delicata e che mette in gioco l’immagine e la vita di persone.
Vogliamo ricordare che qualche mese fa il capo della Procura di Catanzaro, Nicola Gratteri, in dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa, aveva esplicitamente detto che le indagini non riguardavano le logge regolari e le sue parole testuali erano state queste: “stiamo parlando della Massoneria deviata, cioè di quelle logge massoniche non riconosciute da Palazzo Giustiniani”. Intervistato in studio il procuratore ha ribadito il ruolo della massoneria deviata. Rassicuriamo, inoltre, il dottor Gratteri sulla richiesta dei certificati penali che viene fatta ad ogni aspirante massone.
E sulla questione era intervenuto pure il Procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti parlando di “Massoneria occulta, deviata, ben diversa da quella ufficiale”.
Alla luce di quanto emerso dalla trasmissione Rai “Presa Diretta” e delle dichiarazioni della presidente Bindi che ha parlato di riscontri di massoni appartenenti anche alle logge regolari il Grande Oriente d’Italia si oppone e denuncia il pericoloso clima di caccia alle streghe che mina fortemente la libertà di associazione, la stessa democrazia, e mette in pericolo i suoi associati e da subito avvierà le opportune tutele legali a salvaguardia dell’immagine dell’Ordine e dei fratelli.

 

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