Bocchino a Berlusconi: “Si dimetta prima del 14 e si sieda a un tavolo con Fini e Casini”

Pubblicato il 6 Dicembre 2010 8:53 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2010 8:57

Il finiano Italo Bocchino

Se il premier si dimetterà senza aspettare la fiducia c’è la possibilità di un Berlusconi bis. La proposta-previsione arriva da Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Futuro e libertà, in un’intervista a Repubblica.

A pochi giorni dal voto, per Bocchino, la situazione è chiara: ”Da una parte ci sono 317 deputati per la sfiducia e 308-309 dall’altra”. Il consiglio al premier è ”che vada a dimettersi e poi si sieda attorno ad un tavolo con Fini e Casini”. Per Bocchino il Cavaliere si dimetterà il 14 mattina, ”avendo così la possibilità, per prassi costituzionale, di riassumere l’incarico”.

Dopo questo passaggio è necessaria una nuova agenda economico-sociale nella quale si parta dall’accordo che Confindustria e le parti sociali hanno firmato e si riformi la legge elettorale. Infine, la coalizione. Per Bocchino sarebbe necessario tornare a quella del 1994, con Berlusconi, Fini, Bossi e Casini. In sostanza, Bocchino è contrario alle elezioni e a un ribaltone, ”no a un governo di responsabilità – dice – che mandi all’opposizione chi ha vinto le elezioni, sì se è con Pdl e Lega. Se Berlusconi indica un nome, Letta, Tremonti, Alfano, va benissimo”. Allo stesso modo, non preclude un governo Schifani, anche se dice di non vederne le condizioni.

Il presidente del Consiglio, Berlusconi sarebbe in ”piena tempesta emotiva” e ”vuole fare la campagna elettorale sul tradimento”, nella speranza di andare al voto ma questo comportamento, in realtà, porta voti a Fli. Infine il capogruppo di Fli si dice preoccupato per ”il clima che il Pdl e le sue propaggini giornalistiche vogliono creare”, puntualizza, riferendosi alla campagna del quotidiano Libero che ”rischia di armare le mani di estremisti o pazzi” e ha pubblicato il suo indirizzo mail, al quale, per ora, ha ricevuto ”500-600 mail, due terzi di insulti e minacce e il resto di persone indignate per questa operazione”.