Bocchino, siluri sul Pdl: “Degenerazione a livelli di guardia”. E invoca le dimissioni di Verdini

Pubblicato il 11 luglio 2010 9:14 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2010 9:15

Italo Bocchino

Silvio Berlusconi non può “fingere di non vedere” e con Denis Verdini deve adottare la stessa strategia che ha prodotto le dimissioni di Aldo Brancher. A spiegarlo, in un’intervista al quotidiano La Stampa, è il finiano Italo Bocchino: ”Da amico mi auguro che Denis Verdini sappia dimostrare la sua innocenza”, ma ”dal punto di vista politico c’e’ un enorme problema di opportunita’ che il premier non puo’ far finta di non vedere. Il Berlusconi ‘ghe pensi mi’ come ha risolto il caso Brancher così deve risolvere il caso Verdini”.

Bocchino, quindi,  invoca le dimissioni anche per Ernesto Sica e Nicola Cosentino. ”La cosa davvero preoccupante è il risvolto di malcostume nel partito”, sottolinea il deputato finiano. ”C’e’ un problema della classe dirigente del Pdl che non riesce a interpretare il progetto originario di Berlusconi e Fini. La degenerazione è arrivata a livelli di guardia con spericolate e vergognose operazioni di dossieraggi contro esponenti del partito”.

”L’assessore regionale della Campania Ernesto Sica si deve dimettere subito. Lui èstato catapultato in giunta dal suo sponsor-protettore: Silvio Berlusconi. Sica è quello che costruisce il falso dossier contro Stefano Caldoro, il nostro governatore”, dichiara Bocchino. Anche Cosentino, sottosegretario all’Economia e segretario regionale del Pdl, ”partecipa all’azione di dossieraggio contro il futuro governatore della Campania, dunque non puo’ piu’ essere segretario del partito”.

Nell’intervista Bocchino interviene sull’incontro tra Berlusconi e Casini nella cena a casa di Bruno Vespa, cui ”era stato invitato anche Gianfranco Fini che pero’ ha preferito raggiungere le figlie al mare”, e commenta le ultime dichiarazioni del premier sulla stampa. ”E’ una sciocchezza imperdonabile prendersela con la sinistra che imbavaglia la verità. Il mondo dell’informazione è plurale e per i giornalisti è un dovere raccontare i fatti”.