Bocchino: “Impossibile un Ppe italiano finché c’è Berlusconi”

Pubblicato il 10 Maggio 2012 10:07 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 10:10

ROMA – Per Casini e Fini non c'è una ''separazione all'orizzonte'', ma ''piuttosto un progetto da rilanciare''. Lo dice a Repubblica il vicepresidente di Futuro e Libertà Italo Bocchino, aggiungendo che il Terzo Polo ''può avere ancora un ruolo'', anche se non può più andare avanti da solo.

Un Ppe italiano? ''Sarebbe l'ideale anche per noi – spiega Bocchino -. Ma il Pdl è ancora monopolizzato da Berlusconi, il partito non è riuscito ad affrancarsi dalla sua egemonia. Lo stesso discorso vale per la Lega, ancora impegnata a spurgare il cerchio magico e la leadership di Bossi''.

Intervistato anche dal Messaggero e da QN, Bocchino spiega che alle amministrative il Terzo Polo ''non ha funzionato come contenitore cui si rivolgono gli elettori delusi da Pdl e Lega''.

A livello nazionale, aggiunge a Qn, c'è ''bisogno di un governo di larghe intese che unisca Pd, Terzo polo e la parte riformista del Pdl'' anche se ''purtroppo è impossibile'' perché ''il Pdl è dominato dai falchi e se il Pd mollasse Di Pietro e Vendola per venire con noi io stapperei lo champagne''.

Fli, precisa Bocchino al Messaggero, vuole andare ''verso una federazione dei moderati. Pensiamo a un cartello elettorale, nel quale ognuno potrà dare il proprio contributo''. La stagione dei partiti unici, dice, ''è superata''.