Bocchino: “Nel Pdl nessuna guerra tra bande”

Pubblicato il 23 Febbraio 2010 9:04 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2010 9:04

Italo Bocchino non vede nel Pdl nessuna «guerra tra bande». Al contrario, a suo giudizio il Pdl è un partito che «ha una straordinaria forza nella base e una grande forza al vertice, sia in Berlusconi che in Fini» e ora ha bisogno «di strutturare tutto ciò che c’é di intermedio», dandosi una «vera organizzazione» attraverso tesseramento e congressi.

Italo Bocchino

Intervistato dal quotidiano “Il Riformista” il vice capogruppo del Pdl alla Camera, spiega che  «le visioni differenti» emerse nelle ultime settimane «non sono bollettini di guerra ma bollettini di azione politica».

Oggi, prosegue Bocchino,  il partito «é autoreferenziale – ammette – ma per necessità non per distorsione». Anche perché il Pdl «ha il 40% dei consensi e 14 milioni di voti», quindi è naturale che ci siano «posizioni diverse, anche divergenti su come strutturare un partito neonato ma che è un pachiderma in termini di rappresentanza».

Al momento, spiega Bocchino, «non c’é una sola ragione per sostituire i coordinatori che ci sono», perché dalle inchieste giudiziarie sono uscite «solo conversazioni private con amici». Dopo le elezioni Regionali, conclude il vice capogruppo, ci sarà il tempo per fare «le valutazioni del caso» anche sull’ipotesi di un nuovo congresso.