Boldrini: Rifugiati ci ricordano cosa vuol dire essere europei

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2015 15:15 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2015 15:15
Boldrini: Rifugiati ci ricordano cosa vuol dire essere europei

Boldrini: Rifugiati ci ricordano cosa vuol dire essere europei

BRUXELLES – “I rifugiati che cercano la salvezza in Europa ci hanno ricordato cosa significhi essere europei e che dobbiamo esserne fieri. Ci hanno ricordato quali siano i valori su cui si fonda il progetto europeo. Le recinzioni di filo spinato o i muri sono in contrasto con tutti questi valori e non sono un segnale di forza – al contrario, sono sintomo di debolezza e di miopia”. A dirlo è stato il Presidente della Camera Laura Bordini, nel suo  intervento alla plenaria del Consiglio d’Europa.

“Come tutti, anche i rifugiati vogliono rimanere o tornare a casa. Se ciò non è possibile, cercano altrove un futuro migliore per i propri figli. Un futuro sicuro. Vivere una vita sicura non è una prerogativa del mondo occidentale. È un diritto universale”,

ha ancora sottolineato il Presidente della Camera a Strasburgo.  Secondo Boldrini, questa emergenza offre all’Europa l’opportunità di aprire “una fase nuova”. “L’Unione europea, dovrebbe diventare un’Ue 2.0, come direbbero le giovani generazioni. Un’Europa più unita e forte, un’Europa che sia in grado di rispondere ai bisogni dei propri cittadini e di agire come attore globale”. Definendo la nascita del progetto europeo di settant’anni fa “un dono”, Boldrini ha esortato tutti a “portare a termine quel progetto”, iniziato dai Padri Fondatori, “con la creazione degli Stati Uniti d’Europa”.

Secondo Boldrini

Dobbiamo agire ora  per dare speranza alle migliaia di persone che guardano all’Europa come a un porto sicuro, e per far sì che i figli di chi arriva oggi crescano orgogliosi di essere europei”.

“Ora che i rifugiati che raggiungono il cuore del nostro continente si contano nell’ordine di centinaia di migliaia, emerge con chiarezza che si tratta di un problema europeo che nessuno Stato, da solo, è in grado di affrontare”.

“L’Italia  ha invocato per anni un’azione concertata da parte di tutti gli Stati europei. I nostri appelli sono rimasti inascoltati. Per troppo tempo si è trattato di un problema solo italiano, greco o maltese, anziché di un problema europeo. Ora  è tempo di agire, di agire uniti. L’Unione europea sta muovendosi verso un’autentica politica d’asilo comune, mentre la Commissione europea è impegnata a garantire che tutti gli Stati membri dell’Ue riconoscano la necessità di condividere la responsabilità dell’accoglienza dei rifugiati”.

Boldrini, tuttavia, lancia a Strasburgo un messaggio di speranza e ottimismo, rispetto alle tante resistente che sono emerse nell’accoglienza dei profughi: “L’Europa è come un iceberg: in superficie può apparire ostile, inospitale, troppo attenta ai propri problemi per occuparsi del resto del mondo.

Sotto le onde, però, – osserva Boldrini – c’è l’enorme massa silenziosa di milioni di persone pronte a impegnarsi, pronte ad aiutare chi ha bisogno. Questa è l’Europa che amo. Questa è l’Europa che noi tutti amiamo, l’Europa della solidarietà”