Manovra: torna il “taglia-bollette”, ridotti gli incentivi alle rinnovabili

Pubblicato il 4 Luglio 2011 9:46 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2011 16:44

ROMA – Sembrava che il governo, dopo il caso Fukushima e il referendum sul nucleare, avesse deciso di puntare tutto sulle rinnovabili. E invece no. A sorpresa l’Italia taglierà drasticamente gli incentivi per le fonti energetiche rinnovabili allo scopo di dare una limatina (la riduzione effettiva sarà solo del 3%) al costo della bolletta elettrica per i cittadini. Il tutto è contenuto nella manovra approvata dal Consiglio dei ministri.

All’aria, quindi, gli intenti che il governo sembrava essersi dato negli ultimi mesi. Nel testo della manovra economica è stata effettivamente ripristinata la norma che la Lega definisce “taglia bollette”, fortemente voluta dal ministro Roberto Calderoli. In pratica, a partire dal primo gennaio 2012, tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni verranno ridotti del 30%. La bolletta elettrica scenderà di circa il 3%, solo di poco quella del gas.

”Allo scopo di ridurre il costo finale dell’energia per i consumatori e le imprese – dice l’articolo 35 – a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010”. L’entita’ degli incentivi, dei benefici e delle agevolazioni sara’ rideterminata dal ministero dello Sviluppo su proposta dell’Autorita’ per l’energia entro 90 giorni.

Tra le voci che subirebbero la riduzione sono compresi certamente gli incentivi (pagati in quota parte dagli utenti da molti anni, e lo stesso sarà in futuro) per il decommissioning delle vecchie centrali nucleari chiuse negli Anni 80 e 90. Il taglio riguarda anche i soldi erogati per agevolare le fonti energetiche cosiddette Cip6.

Subito si è scatenata la reazione adirata del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo: ”Non vedo come ciò possa accadere. Il Consiglio dei Ministri, dopo ampio e approfondito dibattito, ha approvato la Manovra senza quella norma. Non comprendo come si possa ipotizzare una sua reintroduzione”.