Bologna, primarie: Pd in stallo, non c’è nome condiviso

Pubblicato il 16 Novembre 2010 21:22 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 21:22

Nel giorno in cui il Pd bolognese attendeva l’auspicata ”semplificazione del quadro delle candidature”, lo scenario in vista delle primarie per la corsa a sindaco ha invece subito un’ulteriore complicazione. Dopo l’uscita di scena, per motivi di salute, di Maurizio Cevenini, insomma, la situazione resta ancora confusa.

A tornare in gioco è stato Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia, disponibile a rappresentare un’ipotesi unitaria e condivisa per la quale, ha spiegato, ”sono fortemente sollecitato”.

Una prospettiva, però, improbabile perché Virginio Merola, presidente del Consiglio provinciale e assessore al tempo di Cofferati, che ha già consegnato le firme necessarie, ha ribadito l’intenzione di scendere in campo.

”Se vuoi fare il sindaco, candidati e corri alle primarie”, ha mandato a dire Merola a Venturi dal palco dell’assemblea cittadina convocata dal segretario Raffaele Donini per ”aprire una discussione politica sulla situazione”. Merola ha anche ribadito all’altro papabile candidato Andrea De Maria la propria offerta: ”Convergi su di me, sono più bravo a parlare alla città”.

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De Maria, ex segretario provinciale durante Cofferati e Delbono, ha da un lato confermato di ”accogliere l’invito a un’ipotesi unitaria”, ma anche dall’altro di ”rimanere a disposizione e di voler consegnare le firme venerdì”, termine ultimo secondo il regolamento. Insomma, l’accordo su un nome unico ancora non c’è, nonostante l’invito di Donini a non sottovalutare l’effetto Milano: ”Sarebbe ipocrita e miope negare l’istanza di unità che ci proviene da moltissimi nostri elettori e militanti”.