Bologna, lite Salvini vs sindaco su accendini fascisti e milioni leghisti spariti

di Ama La Sunta
Pubblicato il 3 aprile 2018 15:53 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2018 15:53
Matteo Salvini (foto Ansa)

Matteo Salvini (foto Ansa)

ROMA – Matteo Salvini e il sindaco di Bologna, Virginio Merola, battibeccano sui social.

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Tutto è iniziato il primo aprile scorso, quando il leader del Carroccio aveva criticato il sindaco del capoluogo emiliano per la scelta di limitare, con una delibera della giunta, la concessione di spazi pubblici alle formazioni neofasciste e vietare la vendita di gadget che evocano il fascismo fabbricati in epoche successive al Ventennio.
Il post di Salvini su Facebook recitava così: “Mentre il ministro dell’Interno (del Pd) parla del rischio di terrorismo islamico il Comune di Bologna (a guida Pd) mette fuorilegge gli accendini con la faccia di Mussolini. Certa gente vive su Marte”.
Non è tardata ad arrivare la risposta diretta del sindaco di Bologna ha risposto direttamente il sindaco di Bologna Merola, che stamani, sempre via Facebook, ha scritto: “Invece di occuparsi del nuovo Regolamento del commercio del Comune di Bologna che vieta la vendita di gadget nazisti e fascisti, Matteo Salvini farebbe meglio a preoccuparsi di dove sono finiti i 48 milioni di euro di rimborsi elettorali della Lega messi sotto sequestro dal giudice e in gran parte non ancora trovati”.

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