Bologna, il ragazzo tunisino messo alla gogna da Salvini: “Come si permette? Denuncio la signora”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2020 11:14 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2020 12:28
Bologna, il ragazzo tunisino messo alla gogna da Salvini: "Come si permette? Denuncio la signora"

Matteo Salvini mentre suona il citofono del presunto pusher (Ansa)

ROMA – È un diciassettenne di origine tunisina il presunto spacciatore accusato da Salvini al citofono di casa dei suoi genitori, in diretta su Facebook. Lo hanno intercettato i giornalisti di Fanpage.it. Tocca a lui ora replicare, difendersi prima che dalle accuse sommarie, dalla gogna improvvisata giusto a qualche giorno dalla scadenza elettorale.   

“In passato ho fatto di tutto e di più, ma ora sono un ragazzo normale che va a scuola, non mi manca nulla. I miei genitori? Ci sono rimasti male. La signora che ha portato Salvini? Ora la denuncio”, ha dichiarato.

Via Deledda, quartiere Pilastro, a Bologna non è un segreto che qui lo spaccio di stupefacenti sia un problema. Annarita Biagini, la signora di mezz’età che ha accompagnato Salvini ha perso un figlio che dopo la diagnosi di Sla si è gettato nella droga fino a morirne.

E’ fan del leader leghista, ma la strumentalizzazione politica stavolta ha raggiunto limiti che sembravano invalicabili. Siamo al tribunale del popolo che emette le sue sentenze in mezzo alla strada, davanti a un citofono, in diretta Facebook.

“Mia madre ha 67 anni, mio padre si spacca il culo, se vai a casa trovi i vestiti di Bartolini – spiega il ragazzo a Fanpage.it – Lui ci è rimasto molto male”.  Difende anche il fratello, “che non fa queste cose, lui gioca a calcio”.

Ora per la signora Biagini ci sarà uno strascico giudiziario. “Io incontro questa signora qua dietro nel parcheggio – racconta – Lei ha il cane, io ho il cane, a volte ci incrociamo. Domani vado in procura e la denuncio per diffamazione”.

Un dettaglio del blitz dell’autonominato sceriffo di Bologna, riferito dall’Ansa, è rivelatore: Salvini era sotto i riflettori delle telecamere, e circondato da diversi agenti delle forze dell’ordine tra Polizia e Carabinieri.

Nessuno degli agenti di polizia giudiziaria ha trovato nulla da eccepire sul politico che tecnicamente stava rubando loro il mestiere e che in uno stato di diritto degno di questo nome questo non si può fare? (fonte Fanpage.it)