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Bondi vs Bocchino: nuovo giorno, nuovo round. E spunta un dossier segreto contro il finiano

Sandro Bondi

Continua a suon di dichiarazioni e senza esclusione di colpi il duello verbale tra il finiano Italo Bocchino e il ministro Sandro Bondi. Tutto è iniziato lunedì 12 luglio con le richieste sempre più pressanti, da parte del finiano, di dimissioni per il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, coinvolto nell’inchiesta sull’eolico e le risposte stizzite di Bondi e Cicchitto.

Dopo il botta e risposta di lunedì, il giorno successivo è stato il ministro a riaprire le danze:  ”Leggendo l’ennesima esternazione dell’on. Bocchino, mi confermo nella convinzione che il suo ruolo nel dibattito interno al nostro movimento politico sia nefasto”. In una nota Bondi ha spiegato che a suo giudizio Bocchino, “punta continuamente sulla logica della provocazione piuttosto che su quella del confronto alto e costruttivo, che invece sarebbe necessaria per affrontare i problemi e superare le incomprensioni”.

La replica di Bocchino non si è fatta attendere: ”Le parole di Bondi mi sorprendono – ha spiegato il deputato finiano – Come si fa a considerare nefasto l’atteggiamento di chi chiede trasparenza e pulizia morale e difendere autori di episodi imbarazzanti per il Pdl?”.

Bocchino ha poi denunciato polemicamente la presenza di un dossier per danneggiarlo: ”Apprendo dalla stampa di un’azione di dossieraggio nei miei confronti con la preparazione di falsi atti giudiziari e l’utilizzo fraudolento di timbri della dia. Premesso che nessuna opera di questo genere può preoccuparmi nè intimorirmi, va detto che siamo di fronte a una vicenda inquietante di cui è  opportuno conoscere i contorni, i contenuti, i committenti e gli utilizzatori finali”.

”Chissà – ha aggiunto polemico Bocchino – se Bondi e Cicchitto mi esprimeranno solidarieta’ cosi’ come la esprimono a Verdini e Cosentino o se riterranno questo episodio normale in un partito democratico e liberale. D’altronde la mia colpa è stata soltanto quella di aver sostenuto con forza la candidatura di Caldoro ritenendola la migliore sia politicamente sia moralmente”.

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