Bondi: “I cittadini si ribellino alla magistratura politicizzata”

Pubblicato il 25 Gennaio 2010 - 10:36 OLTRE 6 MESI FA

È arrivato il momento che gli elettori si facciano sentire «per combattere le deviazioni di una parte della magistratura e per riaffermare la sovranità del popolo». In un intervento pubblicato sul Giornale, Sandro Bondi lancia l’idea di una proposta di legge di iniziativa popolare per riformare il sistema giudiziario, intervenendo sulla proposta del direttore Vittorio Feltri che ieri invocava una grande manifestazione per rispondere alle “procure che fanno politica” contro Silvio Berlusconi.

Il titolare dei Beni culturali e coordinatore del Pdl spiega che c’è un «macigno che da oltre vent’anni pesa sulla storia del nostro Paese» ed è rappresentato da «un grave squilibrio nei rapporti tra i diversi poteri e ordini dello Stato». Il ministro punta il dito contro «una piccola ma rumorosa e potente fazione della magistratura» che a suo avviso «agisce come un partito politico, stravolgendo le regole fondamentali della democrazia e alterando il corso della vita politica italiana». Nessun magistrato, afferma Bondi, paga per i propri errori e quindi diventa «necessaria e non più rinviabile» la riforma della giustizia.

Per «far sentire la propria voce», suggerisce, i cittadini potrebbero accompagnare la riforma con un’iniziativa legislativa promossa direttamente da loro: una proposta di legge di iniziativa popolare, uno “strumento”, conclude Bondi, che «potrebbe consentire un’iniziativa capillare di informazione che coinvolga in tutto il Paese milioni di cittadini».