Bonus 600 euro. Il leghista Andrea Dara dà la colpa alla mamma. Comunque sospeso dalla Lega

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Agosto 2020 14:25 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2020 14:25
Bonus 600 euro, sospesi i due deputati leghisti

Bonus 600 euro, i deputati leghisti Dara e Murelli (Ansa)

Uno ha preso i 600 euro a sua insaputa, colpa della madre socia nell’azienda di famiglia, l’altra, prima della bufera, quei 600 euro li chiamava “elemosina”.

Bonus 600 euro: sono i leghisti Elena Murelli di Piacenza e Andrea Dara di Mantova i primi deputati a cadere sotto la scure del loro partito, e non solo, per aver chiesto e incassato il bonus destinato a lavoratori autonomi e partite Iva per le conseguenze del coronavirus.

La difesa di Andrea Dara: “Colpa di mamma”

Il deputato Andrea Dara spiega a La Gazzetta di Mantova cosa è accaduto… in famiglia: “Non ne avevo informazione”

“Sono socio, con mia madre, di un’azienda con cui operiamo conto terzi nel settore tessile ed in cui mi occupo della sola parte commerciale (…)

Su proposta dello studio fiscale avallata dalla mia socia, viene richiesto, come previsto dalla legge art. 28 DL 18/2020, il bonus Partite Iva, attraverso i pin nominali dei soci (…)

Non ne ho avuto informazione/evidenza. Se ho sbagliato per una mancata richiesta di informazioni e controllo e per un eccesso di abitudini familiari, sono pronto a risponderne”.

Bonus 600 euro, Dara e Murelli sospesi dalla Lega

La denuncia arriva in serata e la conseguenza è l’immediata sospensione. Non hanno violato alcuna legge, mette per iscritto il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, ma “è inopportuno che parlamentari abbiano aderito a tale misura”.

Il partito di Matteo Salvini che di mattina ad Agorà aveva preannunciato la ‘condanna’ della sospensione o la mancata candidatura alle prossime elezioni, anticipa così le rivelazioni del presidente dell’Inps. Pasquale Tridico parlerà al Parlamento venerdì alle 12.

Domani Tridico in audizione alla camera farà i nomi

Ad ascoltare Tridico saranno i 43 parlamentari della commissione Lavoro di Montecitorio a cui riferirà in audizione.

Lo farà in videoconferenza chiarendo a chi, come e quando sono state liquidate quelle indennità, nonostante le buste paga d’oro dei politici di Montecitorio.

“E’ la sede parlamentare opportuna”, spiega il presidente della Camera Roberto Fico sottolineando che “i deputati potranno porre tutte le domande necessarie per fare definitivamente chiarezza su quanto accaduto”.

Si concretizza così la disponibilità data alla Camera dall’Istituto di previdenza, dopo il via libera alla diffusione dei nomi da parte del Garante della privacy.