Bonus 600 euro, il Garante della Privacy: “Nessun ostacolo alla pubblicità dei nomi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Agosto 2020 15:45 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2020 17:30
Bonus 600 euro, il Garante della Privacy: "Nessun ostacolo alla pubblicità dei nomi"

Bonus 600 euro, il Garante della Privacy: “Nessun ostacolo alla pubblicità dei nomi” (Foto Ansa)

Bonus 600 euro, il Garante della Privacy apre alla pubblicità dei nomi

Bonus 600 euro, il Garante per la protezione dei dati personali fuga i dubbi sui rischi per la privacy dei parlamentari che l’hanno richiesto. 

“La privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato”.

E’ quanto sottolinea, in relazione alla vicenda del bonus 600 euro, il Garante per la protezione dei dati personali.

Ciò vale a maggior ragione rispetto a coloro che svolgono una “funzione pubblica”, aggiunge il Garante, che aprirà un’istruttoria sulla metodologia seguita dall‘Inps. 

La nota del Garante della privacy sul bonus 600 euro

“In relazione alla vicenda del bonus Covid – si legge in una nota diffusa dall’Autorità -, il Garante per la protezione dei dati personali precisa che, sulla base della normativa vigente, la privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato (art. 26, comma 4, d.lgs. 33 del 2013)”.

“Ciò vale, a maggior ragione, rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono”, spiega il Garante. “E questo anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggetti”.

Il Garante contestualmente comunica l’apertura di “una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie diffuse”. (Fonte: Ansa)