Bossi avverte Monti: “Secessione padana”

Pubblicato il 4 Dicembre 2011 20:07 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2011 20:19

VICENZA – Sempre piu' isolata all'opposizione, la Lega Nord torna agli estremismi di un tempo e riabilita anche il secessionismo di Gianfranco Miglio.

A Vicenza, si riunisce tutto il movimento per riaprire il 'parlamento padano', segno di rottura con i palazzi romani. Negli spazi freddi della Fiera alle porte della cittadina veneta, Umberto Bossi indica la nuova linea del partito: da' voce alla richiesta di ''secessione'' che giunge dalla base del partito.

''La padania vincera'. Lo stato italiano ha perso la partita'', urla dal palco alla platea di amministratori ed esponenti del Carroccio, circa un migliaio, che lo interrompono piu' volte al grido ''liberta' '', ''indipendenza'' e ''Roma ladrona''.

Sono le parole dei lumbard, delusi dagli anni al governo, che ora sognano una macroregione formata da ''Nord Italia, Austria e parte della Germania''. Magari anche con una moneta propria, visto che ''l'euro e' quasi sepolto''.

Il 'capo' condivide; mostra anche una mappa con la nuova regione Europa in rilievo. C'e' la prospettiva di un lungo periodo di isolamento e c'e' bisogno di sogni. Umberto Bossi, provato dagli anni ma sempre il primo a fiutare dove va la sua gente, prova a regalare un nuovo progetto politico al Carroccio.

''La guerra economica ha visto la sconfitta dell'Italia – annuncia – Noi dobbiamo essere pronti perché dopo le guerre si riscrivono i trattati. E per noi si apre una finestra importante''. La strada e' quella della ''secessione''. Non e' piu' il tempo dei fucili (''un po' di attesa ci ha fatto bene'', ammette il senatur) ma il momento di dare il via ad un percorso politico. E' il trait d'union di quasi tutti gli interventi: secessione morbida.

Tocca a Roberto Calderoli, nominato presidente della assemblea, spiegare come fare: ''Spero – dice – possa nascere quella separazione consensuale sul modello della Cecoslovacchia (nel 1992 il parlamento federale decise la divisione dello Stato in Repubblica Ceca e Slovacchia, ndr)''.

L'idea leghista e' quella di unire tutte le Regioni del Nord: ''Abbiamo Veneto e Piemonte – rimarca Calderoli – Domani vediamo il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, per capire se ci sta. Poi tocca a Trentino, Friuli e agli altri per formare quella macroregione che e' la Padania''.

L'ex ministro cita anche l'articolo 117 della Costituzione. Ma avvisa Monti: ''Se non ci viene concessa un po' di libertà noi siamo titolati ad andare a prendercela''. Se non bastasse, spiega, a Roma ''Maroni gli fara' il culo'' per una manovra che ''massacra la povera gente''. Anzi, annuncia anche una raccolta di firme per abrogare la riforma delle pensioni (''Ci sara' la fila ai banchetti'', sottolinea). E il 15 gennaio ''ci sara' una grande manifestazione a Milano''.

Insomma, e' sfida aperta al governo. Roberto Maroni, applauditissimo in sala, ironizza su Monti: ''Ci voleva un professore per alzare le tasse?''. Teme una ''ristrutturazione politica dell'Italia per fare fuori la Lega'' e si augura che ''gli alleati del Pdl non si prestino a trucchi'' di riforma della legge elettorale per ''cancellare'' il Carroccio.

Il capogruppo Marco Reguzzoni ricorda la lotta di indipendenza degli Stati Uniti d'America e tira in ballo il presidente Giorgio Napolitano: ''Allora c'era un re e si chiamava Giorgio…'', dice riferendosi al cambio di governo. Orfana di Berlusconi, che l'aveva 'sdoganata' negli anni '90, la Lega rischia di tornare agli estremismi delle origini.

Nel pomeriggio tutto lo stato maggiore della Lega si trasferisce a Sarego per inaugurare la nuova sede del 'parlamento padano': e' villa La Favorita nel paesino a pochi chilometri da Vicenza. Bossi tira un'ultima bordata all'euro: ''Difficilmente resterà in piedi – dice – perche' Sarkozy e la Merkel l'anno prossimo vanno al voto e avranno difficoltà a spiegare ai loro cittadini che devono pagare i debiti della Grecia e dell'Italia".