Bossi: “Berlusconi si dimetta anche se ha la fiducia, Fini ha paura, meglio il voto”

Pubblicato il 19 Novembre 2010 15:06 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 15:19

Umberto Bossi

Fiducia in entrambe le Camere o elezioni. O meglio ancora, elezioni comunque, anche in caso di sì al governo. Il leader della Lega Umberto Bossi ha scandito anche oggi il suo ritornello, ribadendo il no della Lega ad un governo tecnico e puntando il dito contro Gianfranco Fini, accusato di “aver paura delle urne”. La variante odierna nel Bossi pensiero sta nell’invito, formulato neppure troppo tra le righe, a Berlusconi a farsi da parte anche nel caso in cui, il 14 dicembre, l’esecutivo esca da Camera e Senato con una doppia fiducia.

“Una volta Fanfani ebbe la fiducia e poi si dimise – spiega il Senatur – Io la penso così, mancano i numeri, tutte le volte devi andare a chiedere i numeri Berlusconi però è combattivo sempre, anche quando il combattimento prevede eventualmente la ritirata, non è una parola nel suo lessico, attacca sempre”. Quanto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il messaggio è chiaro e anche sibillinamente minaccioso: ”Non ci può essere un governo tecnico, ci siamo io e Berlusconi contrari. Se il presidente della Repubblica lo facesse, provocherebbe una reazione del Paese troppo forte”. Quindi il leader leghista tenta di stemperare un po’: ”Il presidente della Repubblica è saggio. La speranza di Fini è quella del governo tecnico, ma non avverrà, non è possibile”.

Quanto al presidente della Camera Bossi non risparmia la bordata: “Fini ha paura, perché in caso di show down finisce male anche per lui. Voterà a favore di Berlusconi non solo lui – scommette il ministro – ma anche la sinistra e tutti quelli che hanno paura del voto”.

A Berlusconi, invece, Bossi dispensa un consiglio: ”Se Berlusconi è saggio, va al voto e ritorna: prenderebbe un sacco di voti in più”. Sul fronte della compravendita di deputati per strappare la fiducia il 14 dicembre, il leader leghista ha un’idea precisa: “Berlusconi non è capace di comprare la gente”. Quindi nessun mercato da parte dei deputati, né da parte del Pdl, nè da parte della Lega.