“Il Senatur è salito sul predellino”: Bossi più forte di Berlusconi, rapporti rovesciati nella maggioranza

Pubblicato il 10 Novembre 2010 9:42 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 9:42
berlusconi bossi

Berlusconi e Bossi

Umberto Bossi è “salito sul predellino” ed ha rovesciato i rapporti di forza con Silvio Berlusconi. Con questa metafora Filippo Ceccarelli ha spiegato su Repubblica il mutamento di equilibri all’interno della maggioranza, a vantaggio del leader leghista.

Il giornalista ha preso ad esempio una foto scattata durante la visita del Senatùr e del premier alle popolazioni “alluvionate” del Veneto: “In giacca a vento e sciarpona verde il Senatùr arringa la folla sotto gli ombrelli con le mani a imbuto. Ma il dato significativo, per non dire emblematico, è che come documentano altre immagini il presidente Berlusconi era lì a due passi, nelle zone dell’alluvione: però piccolo, pallido e sciupato nel suo cappottino blu da visita di circostanza”.

L’iconografia, spiega Ceccarelli, “dice quella foto che la sorte del governo dipende ormai interamente dalle scelte del leader della Lega. Il quale, sempre tra parentesi, qualche giorno fa si era proclamato «immortale».Senza arrivare a tanto, è certo che almeno in questa fase di crisi latente Bossi ha cessato di far pernacchie e gesti osceni: e ha assunto l’impegnativo compito di affidatario di un premier indebolito dalla rottura nel Pdl e dagli scandali sessuali — che con paterna condiscendenza il Senatùr definisce «peccati del pantalone»”.

Un altro elemento a favore di Bossi, sottolinea Ceccarelli, è il rapporto privilegiato che il ministro per le Riforme ha instaurato con Giulio Tremonti: il ministro dell’Economia è indicato, da alcuni addetti ai lavori, come possibile successore di Berlusconi a Palazzo Chigi. Tremonti ha instaurato una sorta di “feeling” con la Lega, che lo “corteggia” da quando il ministro ha mostrato una certa predisposizione ad accelerare sul tema del federalismo fiscale, vero e proprio “pallino” del Carroccio. Non a caso, scrive Ceccarelli, Bossi ripete spesso la formula “il mio amico Tremonti”, quando vuole riferirsi al ministro.

Berlusconi avrebbe capito che l’asse Lega-Tremonti rischia di “escluderlo”  in futuro dai giochi di potere. Per questo, continua Ceccarelli, “ha cominciato ha coltivato splendidi rapporti con Calderoli, con Maroni, che sono ben rivali, con Castelli e perfino col Trota, tanto un bravo ragazzo, che ha preso anche a venire alle cene del lunedì ad Arcore”.