Il Ferragosto rovente di Bossi: “In piazza contro il governo tecnico. Montezemolo? Un tipo strano ma venga con noi”

Pubblicato il 14 agosto 2010 11:24 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2010 14:21

Umberto Bossi

Al nord piove che Dio la manda ma per Umberto Bossi è un Ferragosto rovente. E non senza contraddizioni. Il leader leghista, infatti, mentre da un lato ribadisce di stimare il presidente Napolitano nella due giorni di interviste in cui si è schierato contro Berlusconi, e poi si dice “pronto a scendere in piazza” contro il governo tecnico.

C’è di più: prima definisce Luca Cordero di Montezemolo un tipo strano e poi lo ‘corteggia’ dicendo: “Vuole vincere? Venga con noi che abbiamo i voti”.

Bossi , in ogni caso, è pronto a mobilitare i leghisti di Veneto, Lombardia e Piemonte in caso di un governo tecnico. ”Berlusconi – ha dettoil senatur, conversando con i cronisti a Ponte di Legno – porta in piazza la gente e sono tanti, di più. La Lega si unisce a quell’operazione con il Veneto, il Piemonte e la Lombardia. Sono un sacco di milioni persone e sono incazzate”.

Sulla possibile discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo Bossi dopo aver detto “è sempre stato un tipo strano” aggiunge: ”Quella gente lì in politica cercherà di agganciarsi a chi puo’ farli vincere. O fa un accordo con Bossi e Berlusconi  o non entra in politica”.

Certo, il ministro del Federalismo considera ”curioso” che Montezemolo abbia fatto la sua uscita ora, ma non arriva a parlare di un disegno con Udc e finiani. ”Se entra in politica – ribadisce – deve farlo per vincere. E per vincere deve fare un accordo con Berlusconi e con me. Le altre soluzioni lasciano il tempo che trovano”.

La priorità del leader leghista rimane però il Federalismo, per la cui attuazione il vero rischio di ritardi non sono tanto le eventuali elezioni anticipate, quanto un governo bloccato fino alla fine della legislatura.

Bossi anche cosi’ ha spiegato la sua apertura, se non ci sarà una maggioranza solida, a un nuovo voto. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di bloccare le riforme durante la campagna elettorale, il segretario della Lega Nord ha detto che ”il vero problema è avere un freno per tre anni”.

E con il ritorno alle urne, a suo dire, non ci sarebbe nemmeno il rischio di non avere la maggioranza al senato. ”La maggioranza – ha detto – la determina la Lega”. Berlusconi non si deve preoccupare di un eventuale incremento dei voti del Carroccio perché ”sa che i voti dati a noi – ha aggiunto il ministro del Federalismo – sono in cassaforte. Non siamo matti. Manteniamo la parola”.

Secondo Bossi, poi, ”Fini è forse troppo amico di Casini”. Una critica a cui il senatur ha aggiunto una sottolineatura delle peculiarita’ del Carroccio. ”Io ho uomini che nessun altro ha. Sono soldati. Se gli dico di saltare dalla finestra loro saltano”, ha detto senza esplicitare un paragone con i colonnelli di An.

Fra il Partito Democratico e la Lega Nord, invece, per il le ”non c’e’ mai stato” un rapporto. Il segretario del Carroccio lo ha spiegato dopo le dichiarazioni rilasciate su Pier Luigi Bersani quando gli ha augurato di trovare alleati sinceri ricordando che in autunno si iniziera’ a lavorare su leggi e riforme. ”Se uno vuole qualcosa si fa vivo – ha aggiunto -. Se aspetta il giorno prima delle elezioni, i giochi sono fatti. La politica è come l’agricoltura: uno ottiene quel che ha seminato”.