Bossi: “Napolitano non ha detto che è contro il processo breve”

Pubblicato il 3 settembre 2010 8:12 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2010 8:24

“Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, non ha fatto capire di essere contrario al processo breve”. Lo ha sostenuto il leader della Lega, Umberto Bossi, rispondendo alle domande dei giornalisti giovedì sera a Torino, dove è giunto per intervenire alla festa della Lega. Alla richiesta di commentare la dichiarazione di Napolitano che il processo breve potrebbe finire su un binario morto, Bossi ha detto: ”Non ha fatto capire quello, ha detto di pensare all’economia”.

”Noi pensiamo sempre all’economia”, ha aggiunto Bossi alla richiesta di commentare l’esortazione del capo dello Stato ad occuparsi dell’economia del Paese. Bossi ha anche smentito di avere incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini. Ai giornalisti in proposito ha dichiarato: ”Non dovevo incontrare nessuno”. E alla domanda se da Fini si aspetta buone notizie, il ministro ha risposto semplicemente: ”Vediamo cosa dice”.

“La maggioranza tiene – ha proseguito il leader della Lega – anche se io sono meno ottimista di Napolitano”. Secondo il Senatur, la frattura tra Berlusconi e Fini è ricompattabile: ”Hanno litigato quei due – ha detto parlando alla festa del Carroccio – quando si è innamorati si litiga ma è possibile ricompattare, Fini si è pentito di aver chiuso il suo partito e cerca di tornare sui suoi passi. Speriamo che non faccia casini”.

”Il federalismo fiscale è in cassaforte, tra 15-20 passa in Consiglio dei Ministri – ha spiegato Bossi – Ho sentito Tremonti e abbiamo parlato di nuove tasse per le Regioni. Se io ne approfitto per ridurre le tasse alle imprese, loro non vanno più in Cina ma restano in Italia e ci portano posti di lavoro. Il federalismo l’ha fatto la premiata ditta Bossi-Calderoli”.

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Poi Bossi parla del Ministero per lo Sviluppo economico, ancora vacante: ”Secondo me Berlusconi un nome per il ministero dello sviluppo economico ce l’ha però ad un certo punto ha trovato resistenze. Il premier avrebbe potuto assegnare il dicastero a Castelli ma siccome ha già un posto nel governo noi non abbiamo voluto esagerare”. Secondo il leader del Carroccio,la Lega non ha particolare interesse per questo ministero ma tiene di più al federalismo.