Bpm, “spuntano i nomi di Daniela Santanchè, Aldo Brancher e Alfredo Messina”

Pubblicato il 29 Maggio 2012 15:11 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2012 16:13

Daniela Santanchè (Lapresse)

MILANO – C’è pure il nome della parlamentare Pdl, Daniela Santanchè, nell’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’ex presidente della Bpm, Massimo Ponzellini, del suo collaboratore, Antonio Cannalire, e di Francesco Corallo, titolare di Atlantis. Il gip, riporta l’Ansa, dedica un passaggio del suo provvedimento alla vicenda “Visibilia Srl-Santanchè”. Si tratta, scrive il giudice, “di una richiesta di finanziamento veicolata dall’on.Daniela Santanchè, che, a più riprese, sollecita Cannalire, con il quale mostra un rapporto di notevole confidenza”.

Anche in questo caso, prosegue il gip, “l’attività della società non sembra finanziabile, stando a quanto riferito da certo Molteni allo stesso Cannalire”. Questi ”tuttavia, ancora una volta, esercita pressioni affinché il finanziamento venga concesso, formulando a Molteni un ambiguo discorso sulla valutazione di convenienza della banca”.

Dall’ordinanza di custodia cautelare emerge poi che anche il senatore del Pdl, Alfredo Messina, e l’ex ministro Aldo Brancher, si sarebbero occupati di alcune pratiche di finanziamento che la banca avrebbe dovuto concedere.     “Dalle conversazioni telefoniche intercettate – scrive il gip di Milano, Cristina Di Censo – si ha contezza di una pratica che Cannalire (braccio destro di Ponzellini, ndr) segue nell’interesse di Giovanni Acampora”. “Verosimilmente – scrive il gip – trattasi di Giovanni Acampora, avvocato, condannato irrevocabilmente dalla Corte d’Appello di Milano per corruzione per la vicenda così detta Imi-Sir)”. Per questo finanziamento, si legge ancora, “intercede insistentemente il sen. Alfredo Messina e se ne occupa anche Aldo Brancher”.

Per il giudice, “il fatto che il finanziamento bancario in favore di un soggetto condannato per gravi reati contro la pubblica amministrazione, che ha peraltro sempre tenuto in piedi strutture societarie non trasparenti in paesi cosìddetti off-shore”, sarebbe “una vicenda delicata che con ogni probabilità non sarebbe presentabile con modalità ordinarie”. Il riferimento del giudice sarebbe alla richiesta di finanziamento il cui esito, però “non è noto”.