Brescia, sprechi e spese “pazze” targate centrodestra. Una nuova Carrocciopoli sul Comune?

Pubblicato il 6 Dicembre 2010 16:00 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2010 16:00

Sprechi e malaffari politici sono lontani dall’universo della Lega Nord? Non proprio, visto che a Brescia (tra Provincia e Comune) è scoppiato nelle ultime settimane lo scandalo subito denominato “Carrocciopoli”: consulenze gonfiate e spese “pazze” hanno visto protagonisti gli esponenti della giunta cittadina, guidata dal sindaco del Pdl Adriano Paroli.

La vicenda è stata seguita molto attentamente da Il Riformista, che ha pubblicato diversi articoli su questo argomento. Nel primo, scritto da Alessandro Da Rold il 23 novembre, l’attenzione è stata focalizzata sulle ingenti spese effettuate con le carte di credito “di servizio” dagli assessori comunali, esponenti del Pdl e della Lega: “Avrebbero speso 43 mila euro in pranzi e cene “istituzionali” durante giorni festivi nei ristoranti migliori del bresciano, saldando i conti con i soldi dell’amministrazione comunale”.

La Procura bresciana ha infatti aperto un’inchiesta per peculato nei confronti del sindaco e di nove assessori. L’inchiesta, ha spiegato Da Rold, “è partita a marzo, dopo che il Pd aveva scoperto che diversi assessori avevano messo in conto al comune, pranzi e cene nei giorni festivi, a Santo Stefano e persino di sabato sera o domenica”.

Da Rold ha quindi elencato gli assessori indagati: “al Traffico Nicola Orto (Pdl) 9.553 euro; ai Servizi Sociali Giorgio Maione(Pdl) 9.177 euro; all’Urbanistica Paola Vilardi(Pdl) 5.184; alla Cultura Andrea Arcai (Pdl) 4.242; ai Lavori pubblici Mario Labolani 2.702; al Bilancio Fausto Di Mezza (Pdl) 1.980; alla Sicurezza e vicesindaco Fabio Rolfi (Lega) 1.941; al Commercio Maurizio Margaroli (Pdl) 1.492 euro e alla Trasparenza Claudia Taurisano (Pdl) 620”.

Degli sprechi in cui è rimasta coinvolta la giunta di centrodestra bresciana si era occupato già Tommaso Labate, sempre sul Riformista, in un articolo del 19 settembre.

Labate si era concentrato sull’accumulo di incarichi realizzato da Marzio Maccarini, il “super consulente” alla sicurezza del Comune. Maccarini ha infatti ricevuto una serie di incarichi grazie alle delibere comunali. E di conseguenza ha accumulato anche compensi.

Spiega Labate: “La mattina di San Silvestro del 2008, quando la giunta Paroli e l’assessore leghista Rolfi sono in carica da otto mesi, il responsabile del settore «Sicurezza urbana» del Comune di Brescia, dottor Giandomenico Brambilla, conferisce «al dottor Marzio Maccarini l’incarico di consulenza per supporto del Piano Generale della Sicurezza Urbana». Un consulente esterno, insomma. Perché, testualmente, «non sono presenti all’interno dell’organizzazione comunale figure professionali idonee alle prestazioni richieste». Si tratta di intervenire, anche se non si capisce bene come, su diversi fronti: dal «degrado ambientale» alla «lotta alla prostituzione», dal «disagio giovanile» all’«abusivismo commerciale»”. Per questo, a Maccarini “va corrisposta, «per il periodo che va dal 12.1.2009 al 30.6.2009», la cifra di «9.250,00 euro»”.

Il 30 giugno, quando erano scaduti i termini temporali per la consulenza, il Comune decise di attuare la seconda parte del “Piano”. Logicamente, ha sottolineato Labate, se ci fosse bisogno di un nuovo intervento verrebbe da pensare che Maccarini non ha lavorato bene: “E invece, incredibile ma vero, il Comune non solo gli rinnova la consulenza «per il periodo 1.07.2009 – 31.12.2009». Ma addirittura gli alza il compenso. Da novemila euro e rotti a «10.750,00»”.

Il successivo 31 dicembre, il Comune decide di mettere in atto un nuovo “piano integrato per la sicurezza” e Maccarini torna sulla scena, visto che “viene incaricato di elaborare un «Piano Generale per la sicurezza» in cambio di un altro assegno, il terzo. Che stavolta raggiunge la cifra di 19.999,58 euro”.

Per completare la storia manca però ancora l’ultimo capitolo: “Il 3 giugno 2010 – prosegue Labate – il Comune di Brescia sforna l’ennesima «determinazione», la numero 1478, sulla «realizzazione del piano integrato della sicurezza» della città. E a chi affida «l’incarico di lavoro autonomo per supporto specialistico in materia di sicurezza urbana»? Proprio a lui, al dottor Marzio Maccarini. Solo che stavolta la spesa complessiva lorda stanziata dal Comune per le «competenze professionali» arriva a quota 25.000 euro”.