Bronte (Catania): sottosegretario Castiglione inaugura caserma, ma è senza luce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2015 18:05 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 18:09
Bronte (Catania): sottosegretario Castiglione inaugura caserma, ma è senza luce

Bronte (Catania): sottosegretario Castiglione inaugura caserma, ma è senza luce (Fatto Quotidiano)

BRONTE, CATANIA – Con un taglio di nastro il sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione (ex Forza Italia, ora con il Nuovo centrodestra di Alfano) ha inaugurato la caserma dei carabinieri di Bronte. Nel paese del pistacchio alle pendici dell’Etna c’erano il prefetto di Catania, il già citato Castiglione e suo suocero Pino Firrarello, ex sindaco di Bronte che, secondo quanto scrive Giuseppe Gustolisi del Fatto Quotidiano è “fresco di una richiesta di archiviazione per voto di scambio su cui dovrà pronunciarsi il Gip (una storia di promesse di posti di lavoro in cambio di voti, risalente alle precedenti amministrative e per la quale sono stati rinviati a giudizio un imprenditore e un ex deputato regionale).

Ma il fatto è che la caserma inaugurata è vuota e senza luce, tanto che, stando al racconto del candidato sindaco M5S Davide Russo, “si sono dovuti agganciare all’illuminazione pubblica”. Russo nei giorni scorsi ha trovato una busta di proiettili nella buca delle lettere. E Bronte si ritrova una caserma che non è operativa, ma è inaugurata.

“Ma in quella che si presenta come la campagna elettorale più arroventata che i brontesi abbiano mai vissuto ci può stare anche l’inaugurazione, con regolare taglio di nastro e consegna di chiavi, di un presidio di legalità vuoto ma ben confezionato. La storia della struttura risale ad otto anni fa, quando il sindaco Firrarello arringò il Consiglio Comunale sull’importanza di una caserma per dare una sede dignitosa ai carabinieri.

“Chiedo l’invio di un numero maggiore di militari ma mi viene risposto – disse allora – che la caserma attuale è inadeguata”. E fu così che il sindaco accese un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti di un milione e seicento mila euro, (poi lievitato a oltre due milioni di euro), tra le proteste dell’opposizione che proponeva altre forme di finanziamento per non gravare sulle tasche dei cittadini.

“Ed è proprio quello che sta accadendo”, dice al Fatto Quotidiano Davide Russo, che sostiene: “Questa caserma la pagheranno i cittadini, perché rispetto agli 80mila euro all’anno che doveva corrispondere il Ministero come canone d’affitto , adesso si sa che Roma è disponibile a corrisponderne solo poco più di un terzo”. Ovviamente, quando saranno arrivati gli arredi e la caserma avrà la luce”.