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Brunetta e la bufala del “basta smart working per i dipendenti pubblici”: era una vecchia intervista

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 16 Febbraio 2021 8:41 | Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2021 9:21
Brunetta e la bufala del "basta smart working per i dipendenti pubblici": era una vecchia intervista

Brunetta e la bufala del “basta smart working per i dipendenti pubblici”: era una vecchia intervista (Foto d’archivio Ansa)

Renato Brunetta ha detto “basta smart working per i dipendenti pubblici“. I siti dei maggiori giornali italiani titolano così. Panico tra gli statali, perché Brunetta da qualche giorno è (di nuovo) ministro della Pubblica Amministrazione. Tutti riprendono la notizia (organi di informazione e non). Sui social non si parla d’altro. Ma come, togliere lo smart working ora che qualcuno parla nuovamente di lockdown?

Fermi tutti. Si tratta di una bufala. O meglio, di un errore cronologico. Brunetta quelle cose le ha sì dette. Ma le ha dette a giugno 2020. 8 mesi fa. Quando non era ministro ed era all’opposizione. Ci sono cascati tutti e ora fanno finta di niente.

Anzi, danno la colpa al Corriere della Sera. Perché “era scritto sul Corriere”. Un modo ipocrita di scaricare la colpa sugli altri. Scrivendo anche “l’errore del Corriere” e cose simili. Come se non ci fossero cascati anche gli altri. Chi ha onestà intellettuale (per esempio il Sole 24 Ore) ammette l’errore.

Brunetta e la bufala del “basta smart working per i dipendenti pubblici”

Polemiche sul neo ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Per una sua dichiarazione critica sullo smart working dei dipendenti pubblici, rilanciate dal sito del Corriere della Sera. Parole che però, come precisa quasi allibito Brunetta, risalivano ad una intervista rilasciata lo scorso giugno. “Quando la pandemia sembrava in via di superamento” e sembrava vicino “il ritorno auspicato alla normalità”, spiega il ministro.

Lo stesso Corsera si premura di correggere chiedendo scusa al ministro e ai lettori per il “disguido” e “l’errore”.

M5s e Pd contro Brunetta per lo smart working degli statali

Ma anche i pochi minuti di permanenza in “pagina”, bastano alla nuova maggioranza per trovare uno spunto di polemica sollevando le immediate proteste di esponenti M5s e Pd. “Non vorremmo che, qualcuno, abbia voglia tornare indietro di 20 anni, invece che di andare avanti”, dice la capogruppo del MoVimento in commissione Affari costituzionali alla Camera, Vittoria Baldino invitando Brunetta a “pesare le parole” e smetterla “con la retorica dei fannulloni”.

Il ministro passa sotto la lente anche del responsabile Lavoro del Partito Democratico Marco Miccoli che, sempre prima della correzione, chiede: “Come si concilia l’allarme lanciato dal Cts sulla variante inglese del virus e l’invito di alzare la guardia nella prevenzione con la scelta del ministro Brunetta di smetterla con lo smart working e far tornare tutto il lavoro in presenza?”. Critiche che si spengono sul nascere, dunque.

Brunetta contro chi lo critica…dall’interno del governo

Ma non invece le domande che Brunetta affida ad un nuovo comunicato: “Prendo atto della smentita del ‘Corriere della Sera’, nella quale il quotidiano milanese ammette che ‘per un disguido e un nostro errore è andato online un articolo su una vecchia intervista dell’allora deputato Brunetta che riguardava un contesto completamente diverso in cui si pensava di poter tornare alla normalità’. Ma a questo punto mi chiedo: chi ha interesse ad avvelenare i pozzi? Chi vuole mettere già i bastoni tra le ruote a questo governo? Chi ha interesse a giocare con gli equivoci?”.