Brunetta contro l’Espresso si arrabbia per l’inchiesta sui medici

Pubblicato il 19 Marzo 2010 18:33 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 18:33

Renato Brunetta sosteneva che l’Espresso era il suo settimanale preferito. ora, però, il ministro della Pubblica amministrazione ha annunciato un ricorso all’ordine dei giornalisti contro il giornale. L’occasione è il servizio sugli “ospedali senza medici”, con cui l’Espresso ha dato conto di una presunta rissa epistolare fra l’assessore regionale alla Sanità del Veneto, il leghista Sandro Sandri, e lo stesso Brunetta.

Dopo le pagine sulle proprietà immobiliari del ministro e le critiche alle riforme anti fannulloni, l’ultima inchiesta del settimanale che lo riguarda ha fatto arrabbiare il ministro, che ha diffuso una nota con cui si chiarisce che con l’assessore c’è pieno accordo, che i piani di assunzione dei medici sono stati regolati dall’ultimo governo Prodi e che la materia è di esclusiva competeneza regionale. Nell’ultimo numero pubblicato, un servizio affronta la questione dei pronto soccorso al collasso e delle liste d’attesa sempre più lunghe.

È il risultato della diminuzione del personale medico negli ospedali: dal 2004 al 2008 i dottori sono diminuiti di 39mila unità, passando da 319mila a 280mila. Un fenomeno, secondo l’Espresso (che cita l’Anaao-Assomed), aggravato dalle scelte di Brunetta. Dal giugno 2008, scrive il settimanale, ad accelerare l’esodo dei dottori è il decreto Brunetta che «prepensiona anche i medici pubblici, senza sostituirli, ad appena 58 anni». Per tutta risposta, il ministro ha annunciato un esposto all’Ordine dei giornalisti contro Paolo Biondani e Olga Piscitelli, autori dell’articolo.

Da registrare, intanto, una smentita dell’assessore alla Sanità del Veneto Sandro Sandri: «Mi si cita come presunto protagonista di una sorta di rissa con il ministro Brunetta, con tanto di carteggi e lettere di fuoco sul tema della carenza di personale negli ospedali», sotolinea Sandri, spiegando invece che tra lui e il ministro c’è stasta una discussione «serena, amichevole e costruttiva».