Brunetta: “In polizia ci sono troppi panzoni dietro le scrivanie, agenti in strada, e non a fare i passacarte”

Pubblicato il 28 maggio 2009 13:50 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2009 15:31

Dopo le recenti discusse dichiarazioni su Facebook e su quelle donne che fanno la spesa durante le ore di lavoro, il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, in un’intervista rilasciata a “Klauscondicio”, analizza in maniera drastica le forze di polizia. «Bisogna mandare i poliziotti per le strade – spiega Brunetta – ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto “panzone” che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano».

«Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare. Perché il passaporto bisogna farlo in questura? Il burocrate faccia il burocrate, i poliziotti con la pistola e il manganello vadano in giro per le strade, nelle automobili e in elicottero. Questa deve essere la sicurezza – ha detto il ministro – invece gran parte del nostro capitale umano impiegato nei sistemi di sicurezza è utilizzato per produrre carte e quindi burocrazia».

Secondo il ministro inoltre, l’antimafia andrebbe sciolta: «Mi piacerebbe che non ci fosse lo specifico della mafia. C’è l’antimafia perché c’è la mafia. Se si rispettassero le regole, non ci sarebbe bisogno dell’antimafia, perché la mafia è una forma di criminalità e dovrebbe essere perseguita come tutte le altre. La mafia dev’essere affrontata in modo laico e non ideologico. Se della mafia facciamo un simbolo ideologico, con la sua cultura, la sua storia e così via, rischiamo di farne un’ideologia e come tale, alla fine, produce professionisti di quella ideologia proprio nei termini in cui ne parlava Sciascia, professionisti dell’antimafia».