Brunetta lancia l’ultimatum: “Da settembre i certificati di malattia dovranno essere spediti on line”

Pubblicato il 2 agosto 2010 20:39 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2010 0:38

Arriva l’ultimatum sull’avvio dei certificati di malattia on line: a metà settembre si parte e per chi non è pronto scatteranno le sanzioni. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, dopo le polemiche degli ultimi giorni, detta i tempi e non accetta “altri rinviii” per il lancio definitivo della riforma.

Brunetta ammette ci sono “dei ritardi” e spiega come “le Regioni stiano distribuendo con qualche lentezza i Pin”, la password che consente al medico di inviare il certificato. E si é arrivati così ad agosto con solo il 35% dei medici di famiglia abilitato (25% per il servizio sanitario nazionale e zero per i privati). Inoltre, secondo l’ultimo aggiornamento i certificati spediti on line non superano il 10-15% del totale. Insomma, dopo 4 mesi dall’attivazione del sistema e 3 di prova il lavoro da fare è ancora tanto, ma Brunetta non demorde e preme sull’acceleratore.

“Stamattina ho chiamato tutti i presidenti di Regione – annuncia – che hanno dato massima garanzia sulla distribuzione dei Pin alle Asl”, l’operazione che sarà completata “entro agosto”. Da lunedì 9, aggiunge, “entrerà in funzione il call center per la trasmissione via telefono”. E da subito sgombra il campo dai dubbi relativi ai costi del software equivoci: “I medici non devono pagare, esiste un’interfaccia gratuita”. Un’altra spinta all’avvio della riforma arriva dallo sblocco dei Pin per l’invio delle richieste di invalidità, già attribuiti a 60 mila medici, che da settembre potranno utilizzarli anche per la trasmissione telematica dei certificati di malattia.

Insomma, per Brunetta è senz’altro “un’operazione complessa”, riguarda 17 milioni di dipendenti e 180 mila medici, ma porterebbe a vantaggi irrinunciabili. Per le casse dello Stato si tratterebbe di risparmi per oltre 500 milioni di euro, l’Inps potrebbe impiegare in modo migliore 500 dipendenti addetti all’archiviazione dei certificati e monitorare la spesa per indennità di malattia, oggi pari ad oltre 3 miliardi di euro. Quindi, il ministro taglia corto, “non possiamo farci frenare da pretesti e da opportunismi minoritari”, facendo in particolare riferimento alla Cgil e avanzando un “pensiero cattivo: i certificati medici di invalidità – già completamente on line – sono a pagamento, mentre quelli di malattia sono gratuiti”.

Tuttavia, i medici con l’ Anaao-Assomed continuano ad avere “fortissimi dubbi” sulla messa a regime della riforma entro settembre e avvertono: “Finché il sistema sarà incompleto noi considereremo le sanzioni come un’ingiustizia, e le rigetteremo”.