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Bruno Tabacci: “Io e Angiola Armellini? Ma non è mica Ruby…”

Bruno Tabacci: "Io e Angiola Armellini? Ma non è mica Ruby..."

Le foto di Bruno Tabacci con Angiola Armellini su Dagospia

ROMA – Bruno Tabacci, intervistato da Marco Breso de La Stampa, si difende dai pettegolezzi sulla sua storia con Angiola Armellini, figlia del costruttore Renato e soprattutto accusata di aver evaso il Fisco per 190 milioni e aver nascosto all’Erario 1.243 immobili per un valore di 2 miliardi di euro.

Tabacci, già presidente della Regione Lombardia, in politica da 43 anni prima come delfino del ministro dc Giovanni Marcora poi come “colonnello” di Ciriaco De Mita, si schermisce azzardando un pericoloso paragone:

«Senta, la Armellini è una bella signora. Lo sa che ai suoi incontri partecipava tutta la bella Roma che conta? Non era una che aveva la nomea di essere una frodatrice fiscale. Non è mica la signora Ruby…».

Al che verrebbe da chiedersi: ma è meglio una escort minorenne o una “bella signora della bella Roma” che è accusata di una gigantesca evasione fiscale?

Tabacci non ha dubbi: meglio la bella signora

Tabacci, il suo nome è accostato alla Armellini…
«Non c’è niente da accostare. È una storia finita sei anni fa».
Quella foto insieme sta scatenando gli attacchi in Rete…
«Sono foto di dieci anni fa, che ci posso fare? Non c’è niente da chiarire, non sento la signora da sei anni».

[…] Però lei aveva un rapporto diretto. Mai un sospetto?
«Sapevo che era una signora ricca, e allora? Non sono mai stato il suo consulente finanziario né il suo commercialista».
Sì, però eravate molto vicini….
«Cioè, secondo lei io dovevo sapere se pagava o non pagava l’Ici? Ma siamo seri, su. Io ho appreso le notizie dai giornali. E poi senta una cosa: io, da assessore al Bilancio di Milano ho portato avanti un’attività di contrasto nei confronti dei falsi residenti all’estero».
A proposito, la Armellini risultava residente a Monaco…
«Di quello che lei è oggi io non so nulla. Non la sento da sei anni».
Pare fosse «monegasca» dal 1999…
«Lei non può utilizzarmi come una persona informata su delle cose di cui non sono informato. E tutto perché? Perché siamo insieme in una foto? Solo perché una domenica eravamo insieme alle Capannelle a vedere il trotto. Mi spieghi che male c’è?».
Quindi lei è estraneo a tutto?
«Nei business di quella famiglia non è mai entrato nessuno. Non è che sono arrivato lì e ho detto: “Adesso comando io”. È come se uno entra in casa di Caltagirone e vuole comandare lui…».

Altro paragone: quello con Pier Ferdinando Casini, marito di Azzurra Caltagirone, figlia del costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone (proprietario, fra le altre cose, del Messaggero)

A chi allude?
«Lo chieda a Casini se comanda lui con Caltagirone… Qualcuno gli contesta il fatto che ha sposato la figlia? E poi io, a differenza sua, non ho neanche sposato la signora Armellini».
Si parla due miliardi di evasione fiscale: accuse pesanti…
«Alt! Sarebbe troppo facile ora per me sparare sulla Croce Rossa, oggi che non stiamo più insieme. Non fa parte del mio stile. Allora uno potrebbe dirmi: “Tu Tabacci hai conosciuto D’Alema, Paolo Cirino Pomicino…”».
Che c’entra Cirino Pomicino?
«C’entra che in questo momento, in cui politicamente è caduto in disgrazia, io dovrei negare di conoscerlo? Eh no. Ma da qui a dire che io la penso come Cirino Pomicino c’è una bella differenza».

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